Il Reddito di Dignità pugliese andrà avanti. E per renderlo più efficace la Regioe Puglia ha individuato nuovi target specifici. Lo comunica il presidente Michele Emiliano.

Questa volta il ReD 3.0 camminerà in autonomia, rivolgendosi cioè solo a coloro che non abbiano i requisiti per presentare la domanda del reddito di cittadinanza, ovvero per i quali il Reddito di Cittadinanza non fornisce risposte adeguate.

“E lo farà  – spiega Emiliano – con le modalità più dirette e semplici che è possibile adottare in una procedura di selezione di beneficiari di contributi economici, addirittura in qualche caso consentendo le ammissioni d’ufficio a ReD in presenza di specifiche situazioni di fragilità. E così un disabile adulto senza supporto familiare, una donna vittima di violenza e senza nucleo familiare di sostegno, persone senza dimora o dimora fittizia presso il Comune, e genitori senza dimora a seguito della separazione dal coniuge, sono tutte tipologie di persone alle quali i servizi Sociali professionali dei Comuni pugliesi potranno attivare direttamente la procedura di accesso al ReD 3.0 contestualmente alla fase di presa in carico per gli ulteriori bisogni sociali manifestati. Per loro la possibilità di accesso è sempre attiva, già da inizio anno”.

Il Red 3.0 includerà anche altre tipologie di persone che versano in condizione di grave fragilità economica e che – per i requisiti fissati dalla legge sul Reddito di Cittadinanza – sarebbero stati estromessi: a parità di ISEE pari a 9.360 euro potranno presentare in Puglia la domanda anche coloro che non hanno gli ultimi due anni continuativi di residenza in Italia (come gli immigrati regolarmente soggiornanti, ma anche e soprattutto gli italiani emigrati all’estero che rientrano dopo un periodo di lavoro o una vita trascorsa oltreoceano).

La Giunta Regionale ha scelto di rendere più facile l’accesso e più favorevole la determinazione del contributo economico anche per le famiglie numerose e le famiglie con almeno 3 figli minori, che per la scala di equivalenza utilizzata dalla legge e per le modalità di calcolo del beneficio, non avrebbero potuto accedere a RdC ovvero che, pur avendo presentato domanda, si vedono restituire importi ricalcolati davvero bassi.

“In Puglia – continua Emiliano –  una famiglia al cui interno sia presente un disabile grave, una famiglia numerosa con 5 o più componenti e una famiglia con almeno 3 figli minori, potrà presentare domanda di ReD 3.0 con un ISEE fino a 20.000 euro. Per tutti la possibilità di presentare domanda sarà attivata gradualmente tra maggio e luglio, in relazione anche alla necessità che per alcuni sarà necessario attendere la restituzione degli esiti corretti da parte di INPS sulle domande di Reddito di Cittadinanza respinte o accolte con importi irrisori”. Tutti coloro che riceveranno il ReD 3.0 dovranno svolgere un tirocinio, oppure un lavoro di comunità.

Bif&st 2019 Bari
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2 COMMENTI

  1. Dalla guerra tra poveri siamo passati alla guerra sui poveri tra Pd e 5stelle. Ma le cifre del Red sono molto ridotte rispetto agli 8 miliardi investiti per il Reddito di Cittadinanza, contestato dal Pd. Sembra una bella battaglia, speriamo non sia solo propaganda per qualche voto.

  2. Domanda ma se un povero che ha un assegno RdC e riceve anche il Red poi non dovrebbe vedere ridotta proporzionalmente la quota RdC? Che senso ha duplicare gli interventi? Le fonti di informazione sono le stesse.

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