La riforma approvata dalla Camera avrà anche importanti ripercussioni geografiche perchè, ovviamente, ci sarà una riduzione di rappresentanza. La variazione percentuale è simile ma non uguale per tutte le Regioni e non ha toccato la piccolissima Val D’Aosta che avendo già oggi un solo parlamentare non potrebbe scendere a zero.

L’altra regione piccola, il Molise, perderà invece un parlamentare su tre. «In questo modo sarà compromesso un equilibrio che finora ha assicurato un’equa rappresentanza di tutti i gruppi linguistici», obietta per esempio la Svp che ha votato contro il provvedimento. Ecco cosa accadrà per la Puglia se la riforma dei tagli dei parlamentari verrà approvata anche nella seconda lettura: alla Camera, la Puglia perderà il 35,7% dei suoi rappresentanti, passando da 42 a 27; al Senato, invece, si passerà da 20 a 13, -35%.

 

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2 COMMENTI

  1. Qualcuno dovrebbe ricordare al ministro Fraccaro (promotore del provvedimento) che sulla questione della riduzione dei parlamentari Renzi si ruppe l’osso del collo il 4 dicembre, al referendum.
    Forse perché l’italiano quando si parla di ridurre i parlamentari pensa che quello che potrebbe essere tagliato è proprio il suo rappresentante e lui resterebbe orfano di rappresentanza. I costi della politica possono essere ridotti più semplicemente tagliando gli stipendi ma dire che fa bene ridurre il numero può portare a derive pericolosissime per la nostra democrazia rappresentativa.

  2. Non ci si può far passare sulla testa una tale riduzione dei parlamentari pugliesi quindi una riduzione della rappresentanza Il tutto viene tentato per dimostrare che si tagliano i costi della politica. Ma il risparmio è risibile: 500 milioni in 5 anni. Forse bisogna già pensare al referendum confermativo che è obbligatorio per questa materia.

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