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La Procura di Bari ha rinunciato alla richiesta di arresto per Luigi Fiorillo, già commissario governativo, ex legale rappresentante e amministratore unico di Ferrovie del Sud Est, imputato per bancarotta fraudolenta nel processo sul crac da 230 milioni di euro della società di trasporti pugliese.

Fiorillo, agli arresti domiciliari dal gennaio 2018 fino a qualche mese fa, era tornato in libertà con obbligo di dimora su disposizione del Tribunale di Bari dinanzi al quale si sta celebrando il processo nei confronti di 15 persone. La Procura aveva inizialmente impugnato il provvedimento di revoca della misura cautelare facendo appello ai giudici del Riesame ma oggi, in udienza, ha rinunciato alla richiesta cautelare. Il dibattimento proseguirà il 2 luglio. Oltre Fiorillo sono imputati funzionari e consulenti di Fse e imprenditori, accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, dissipazione e distrazione di fondi.

I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata


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1 COMMENTO

  1. Ben 230 milioni di euro di bancarotta e chi li ha messi ovvero la Regione Puglia sembra non essersi accorta di nulla. Al contrario si continuano a finanziare con centinaia di milioni di euro faraonici progetti di interramento binari e l’acquisto (guarda caso ancora in Polonia) di treni elettrici avveniristici o descritti come tali.
    Agli utenti non rimangono che i disagi conseguenti i lavori. Come a Triggiano dove i pullman sostitutivi fanno ora scalo in periferia lasciando privo di collegamento il centro cittadino.

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