Sui social si susseguono le segnalazioni di spiagge imbrattate dagli stessi bagnanti, a fine giornata o magari al termine di una grigliata in riva al mare. I volontari, lungo circa 40 km di costa, si battono settimanalmente per la difesa dell’ambiente: motorini recuperati al molo San Nicola, rifiuti eliminati dalla sabbia a San Giorgio, copertoni e bottiglie di vetro eliminate dagli scogli di Palese. A pochi passi dall’acqua ci si ferisce perfino con una siringa, come è accaduto quest’oggi a una bambina di 6 anni sul lungomare di Torre a Mare.

La lotta (impari) contro gli incivili coinvolge direttamente soprattutto l’Amiu Puglia: “La collaborazione dei cittadini è indispensabile, occorre mantenere comportamenti virtuosi ”, scrive l’azienda municipalizzata su facebook. Perché il servizio speciale può anche non bastare. Nonostante 30 unità suddivise in squadre fino al 15 settembre, a lavoro all’alba  7 giorni su 7.

Per sensibilizzare i baresi l’Amiu Puglia ha riportato un piccolo vademecum sulle conseguenze ambientali: “Una cannuccia impiega da un minimo di 20 a un massimo di 30 anni per decomporsi, un fazzoletto di carta 3 mesi mentre una bottiglia di vetro non si degrada mai completamente. Un mozzicone di sigaretta, da solo, può arrivare a inquinare anche un metro quadrato di mare mentre si stima che un accendino, dimenticato in spiaggia, possa impiegare anche 100 anni per decomporsi. E un sacchetto di plastica, casualmente finito in acqua, può diventare una trappola micidiale per molti animali marini”.

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