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“Ci hanno distrutto la vita”. Inizia così una lettera inviata alla redazione di Borderline24 da parte di una famiglia di pescivendoli di Bari che, abitualmente, vendeva la merce al molo San Nicola, prima del blitz dello scorso 23 luglio con oltre 30 mila euro di multe e sequestro da 300 chili.

La missiva è indirizzata al sindaco Antonio Decaro che ha sostenuto le ragioni dell’operazione: era necessario intervenire per le cattive condizioni igieniche e di conservazione dei prodotti ittici.

“Prima delle elezioni – si legge nella lettera – il sindaco è venuto da noi, ha mangiato la frutta di mare, aperto ricci, e ci ha stretto la mano”.

In chiusura le preoccupazioni per il futuro: “Quanto ci vuole per metterci in regola? Quanto dobbiamo aspettare per un depuratore dell’acqua? Ai nostri bambini chi darà da mangiare, le bollette chi le pagherà, e per gli affitti come faremo?”.


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1 COMMENTO

  1. La fantomatica “famiglia di pescatori” potrebbe anche non esistere in realtà, qui si tratta di abusivi (non certo pescatori iscritti alle cooperative) che vendono ricci non tracciati di provenienza ignota (Albania?) e scongelano seppie per poi venderle come fresche o “crudo” ai turisti in piattini di plastica senza alcuna norma igienica. Il pianto rende, come si dice, ma questa volta non dovrebbe funzionare.

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