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Non pensavamo fosse necessario doversi schierare, non immaginavamo che i sequestri eseguiti dalle forze dell’ordine al molo San Nicola per tutelare la salute di tutti noi, in primis, e per fare rispettare le regole, potessero essere oggetto di dibattito.

Chiariamolo subito, quindi: ben vengano i blitz che tutelano la comunità, la salute dei cittadini, che servono a riportare sicurezza e ristabilire il rispetto delle norme. Non c’è tradizione che tenga, non c’è ragione turistica che possa avere la meglio sul dovere di tutelare la salute pubblica. E a chi evidenzia che ci sono altri casi simili in giro per la città e che ci sono “tanti altri abusivi”, bene invitiamo loro a denunciare alle forze dell’ordine. Il blitz al molo San Nicola, ad esempio, è partito anche da alcune denunce ben dettagliate. E non nascondiamoci dietro la tipica frase “lo sanno tutti”. Non funziona così la giustizia.

Detto questo, si apre poi un altro fronte, quello di individuare una soluzione condivisa per permettere ad alcune famiglie di portare un reddito a casa. E’ con questo intento che abbiamo pubblicato questa mattina la lettera di un pescatore che, pur non condivisibile in alcuni passaggi, poneva il problema.

Il sindaco, nell’intervista a Borderline24 di questa mattina, ha spiegato che la sua Amministrazione è già intervenuta e più volte ha incontrato i pescatori. Noi crediamo che una soluzione, come accaduto con gli abusivi delle fornacelle, possa essere trovata con il dialogo, l’ascolto e il giusto impegno da parte di tutti, a cominciare da quello dei pescatori. Per una città più vivibile, dove la legalità regna sovrana.


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1 COMMENTO

  1. Alcuni passaggi sono condivisibili dell articolo esposto ma l amministrazione rima di arrivare alla platealita del gesto inquisitore ha fatto niente in precedenza per migliorare tale situazione già storicamente radicata nella cultura della baresita’? No niente .. l assessore alla Sanità nulla sapeva e nulla ha fatto per scongiurare tale intervento dimostrativo?ed i controlli dei vigili sanitari erano fatti in modo continuativo?cmq qualcosa non torna fa parte delle politiche sanitarie di prevenzione erogate dal comune

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