Code e disagi nel porto di Bari. Nel primo weekend di agosto sono transitate 51 mila persone, ben 10 mila automobilisti, 1800 motocicli, più di 90 bus. Con l’80 per cento dei viaggiatori diretti fuori dall’Unione Europea, per cui sono necessarie maggiori procedure di sicurezza e di frontiera.

Una città in movimento durante l’esodo estivo, quando i passeggeri diretti in Albania sono costretti ad affrontare lunghe ed estenuanti code ai varchi doganali per accedere all’imbarco. “Lavora solo uno sportello”, ci racconta un viaggiatore albanese partito ieri sera e, suo malgrado, “vittima” del disservizio nella gestione del maggiore afflusso di turisti.

Un incubo estemporaneo per alcuni, una abitudine in corrispondenza delle ferie estive per altri. Nonostante i progetti avanzati dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale le criticità restano invariate anno dopo anno.

“Situazione sotto controllo, il protocollo raggiunto con polizia di frontiera ha permesso di ridurre l’attesa per extra Shengen ad appena un’ora e a 15 min Shenghen”, commenta il presidente dell’Autorità Portuale, Ugo Patroni Griffi. “Non si sono verificati gravi ritardi, le navi arrivavano già oltre l’orario previsto”, aggiunge il segretario generale Tito Vespasiani. Che conclude: “tutto sommato nonostante il picco il porto ha dato risposta efficiente, per evitare disservizi meglio scegliere la bassa stagione”

 

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