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La legge italiana non permette di utilizzare negli ospedali i medici non specializzati ma il Veneto ha aperto la strada e la Puglia la seguirà. Il dipartimento Salute, infatti, dopo aver analizzato i casi delle Asl Bat e Brindisi ha deciso di dare il via libera a tutte le aziende sanitarie.

 Il Veneto, insomma, ha fatto da apripista, nei giorni scorsi sono stati assunti a tempo determinato 500 giovani medici non specializzati per ricoprire le esigenze dei pronto soccorso e delle Medicine interne: l’Asl Bat e quella di Brindisi hanno seguito lo stesso percorso. Nei pronto soccorso di Barletta, Andria e Bisceglie sono arrivati medici non specializzati che in questi giorni – sempre con il supporto di tutor anziani – stanno garantendo assistenza e cura. La scelta della direzione dell’azienda sanitaria è stata dettata dalle esigenze contingenti: avvisi pubblici andati deserti, necessità di garantire le ferie, aumento della popolazione per il maggiore afflusso di turisti. “Abbiamo percorso prima tutte le altre strade possibili – dice Alessandro Delle Donne, direttore generale della Asl Bat – cercando medici specializzati in emergenza, camici bianchi con altre specializzazioni equipollenti e personale già selezionato per 118 e guardia medica ma la carenza di professionalità disponibili ormai è nota a tutti. Questa soluzione, evidentemente sostenuta anche in altri e ben più “fortunati” contesti professionali, ora ci sta permettendo di garantire assistenza”.

Anche Brindisi aveva avviato lo stesso percorso ma, al momento, non risultano essere entrati in servizio giovani medici non specializzati. I pronto soccorso e il 118 pugliese sono quelli più in sofferenza, complice lo smaltimento delle ferie il numero di medici in servizio è ulteriormente calato. Una carenza che riguarda tutte le Asl, si contano circa 400 dipendenti in meno tra 118 e pronto soccorso. Numeri importanti che rischiano di mandare al collasso il sistema sanitario regionale, ecco perché i direttori delle aziende sanitarie si stanno attrezzando come possono e il dipartimento Salute è pronto a dare una copertura “normativa”. C’è chi sta provando a correre ai ripari per evitare la chiusura di reparti e interruzione di servizi mettendo sotto contratto medici con partita Iva che non fanno parte, quindi, del sistema sanitario regionale, è il caso del Policlinico di Bari ma non solo; le Asl di Brindisi, Bat e Foggia, invece, stanno cercando di superare la crisi attraverso l’assunzione a tempo determinato di giovani medici neo laureati ma ancora non specializzati. Professionisti abilitati, che però non hanno ancora terminato il percorso di formazione. Si pone un problema di sicurezza e responsabilità, ma dal dipartimento regionale assicurano che i medici inesperti verranno seguiti, passo dopo passo, da tutor individuati dai singoli ospedali.

Tutto questo in attesa dei concorsi che – stando alle previsioni della Regione Puglia – dovrebbero partire tutti entro la fine di settembre. In ballo ci sono oltre cinquemila assunzioni: 1.700 medici, mille infermieri e circa tremila operatori socio sanitari.

 


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