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Finestre spalancate tra colonie di colombi e strutture ormai logore. A 12 anni dalla chiusura l’ex ospedale militare “Bonomo” di Bari appare come uno dei luoghi simbolo dell’abbandono urbano nonostante le enormi potenzialità di riutilizzo. L’agenzia del Demanio, quindi lo Stato, ha presentato nel 2018 un progetto per trasferire in corso Alcide de Gasperi diversi uffici della pubblica amministrazione con un investimento preventivato da 30 milioni di euro.

L’idea è di spostare diversi uffici della pubblica amministrazione tra cui la Ragioneria provinciale dello Stato, il ministero del Lavoro, caserme dei carabinieri, archivi per la giustizia. Con l’interesse pubblico di risparmiare 1,5 milioni l’anno di affitti passivi. Ma dal 2018 la nuova vita dell’ex Bonomo resta solo sulla carta in attesa del responso della Soprintendenza, in quanto l’ex ospedale militare è sottoposto al vincolo storico-paesaggistico.

Lo conferma lo studio romano di architetti guidato da Annalinda Di Munzio: “Abbiamo consegnato tutte le carte richieste, ora dobbiamo attendere il responso della Soprintendenza”. Il progetto mira a rimodernare il padiglione 14, una parte sostanziale dei 50mila mq complessivi nell’area compresa tra la strada provinciale Bari-Carbonara e la vicinale Vaccarella. Le opere necessarie per la nuova destinazione d’uso, oltre a comportare la demolizione di alcune tramezzature, la rimozione e rifacimento degli intonaci interni ed esterni, la sostituzione con elementi in alluminio di infissi di porte e finestre, originariamente in legno, prevedono anche la realizzazione di due manufatti su sei livelli necessari per contenere le scale di emergenza e l’ascensore.


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