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Sarà una sorta di «sinodo» mediterraneo, in cui i 58 vescovi cattolici dei 19 Paesi che si affacciano sul Mare nostrum siederanno intorno allo stesso tavolo per una visione e una voce comuni sulle emergenze di oggi, dai conflitti alle migrazioni, dal ‘gap’ tra Paesi ricchi e Paesi poveri alla situazione delle minoranze cristiane.
Per iniziativa della Cei, tutte le Chiese rivierasche – dal Nord Africa a Italia, Francia e Spagna, dal Medio Oriente ai Balcani, passando per Malta e Cipro – si sono date appuntamento da oggi a Bari per il summit «Mediterraneo frontiera di pace», che sarà concluso domenica dall’intervento e dalla messa di Papa Francesco.
 “L’incontro è basato sull’ascolto e sui discernimento, valorizzando il metodo sinodale. Intendiamo compiere un piccolo passo verso la promozione di una cultura dei dialogo e verso la costruzione della pace in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo”, sottolinea mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, secondo cui “i pastori che s’incontrano, hanno a cuore un Mediterraneo concreto con i popoli che lo abitano. Le loro voci sono portatrici di realtà diverse, ma non contrapposte”. E ci sono proprio tutti i nomi più rappresentativi delle Chiese mediterranee tra i 58 presuli che, da oggi alle 16.00, con apertura affidata al card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, sulle «ragioni dell’incontro», parteciperanno ai lavori al Castello Svevo.
Giovedì il tema in discussione sarà «Consegnare la fede alle generazioni future», venerdì «Rapporto tra Chiesa e società: mobilità, cittadinanza, libertà religiosa, inequità», in entrambi i casi con i tavoli di conversazione la mattina e la discussione assembleare e le conclusioni nel pomeriggio. Sabato l’assemblea per le conclusioni generali che confluiranno nel documento finale e, nel pomeriggio alle 15.30, l’evento pubblico «Sulla stessa barca» al Teatro Petruzzelli. Domenica, infine, l’incontro col Papa nella Basilica di San Nicola, la consegna del testo finale, gli interventi conclusivi – oltre che di Francesco – di Bassetti, del cardinale di Sarajevo Vinko Puljic, dell’amministratore del Patriarcato latino di Gerusalemme mons. Pierbattista Pizzaballa, dell’arcivescovo di Algeri mons. Paul Desfarges. Tra le personalità istituzionali, alla messa del Pontefice alle 10.45 in corso Vittorio Emanuele  e al successivo Angelus, attesi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Per l’occasione potenziate le misure di sicurezza . L’accesso all’area rossa del palco della messa in corso Vittorio Emanuele sarà consentito solo ai fedeli muniti di pass. Ai varchi controlli delle forze dell’ordine con i metal detector.

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