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“Ben vengano i concorsi pubblici ma potevano essere banditi già anni fa. Questa mattina abbiamo scelto la sede della presidenza della Regione Puglia per denunciare lo scandalo delle assunzioni da parte dell’Agenzia regionale per il Lavoro, che nasce per la lotta al precariato ma, in realtà, organizza di fatto il bacino elettorale del candidato presidente uscente Michele Emiliano con assunzioni di pochi mesi, guarda caso in concomitanza con le prossime elezioni regionali”. La denuncia è del Gruppo consigliare di Fratelli di Italia alla Regione Puglia che oggi ha organizzato una conferenza stampa.

“Parliamo non solo di assunzioni con concorso pubblico. È il caso, infatti, di cinque unità che hanno già lavorato per l’Agenzia con assunzione diretta. Abbiamo scritto una lettera al presidente della Repubblica, appellandoci alla sua figura di garante della democrazia, della pari dignità tra cittadini e del decoro morale ed istituzionale, per chiedere che intervenga. La indirizzeremo – continuano i consiglieri –  anche ai parlamentari, di centrodestra e di centrosinistra, sperando che anche questi si indignino e prendano le distanze da una pratica clientelare che mette in cantina il merito e le capacità di tanti pugliesi che desiderano entrare nel mondo del lavoro mediante concorso pubblico.

“Troviamo assurdo che a capo di questa agenzia vi sia il rappresentante di un partito politico (Massimo Cassano ndr) che esprime anche un assessore regionale; un commissario straordinario con un compenso di oltre 200mila euro a carico dei pugliesi, la cui nomina riteniamo sia del tutto illegittima. Assurdo è che con una determina, nel giugno scorso, si sia avviata la procedura per l’assunzione di 236 persone, per 6 mesi, che andranno a coprire posti nella stessa Agenzia. Nell’ultima seduta di consiglio regionale abbiamo chiesto che venissero bloccate le assunzioni fino a rinnovo della legislatura, ma il presidente Michele Emiliano ha ordinato che venisse meno il numero legale – concludono –  salvando ancora una volta lo straordinario commissario, componente del suo cerchio magico, uno degli “intoccabili”. Ci sorge spontanea una domanda: nell’esercizio delle sue funzioni di PM, Emiliano sarebbe intervenuto per evitare queste cattive pratiche?”


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