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“Settantasette anni fa, la mattina del 28 luglio 1943, gli spari risuonarono a lungo in via Nicolò dell’Arca, nel centro di Bari, contro un corteo pacifico, composto in gran parte da giovani”. Con queste parole Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, commemora la strage di Bari del 28 luglio 1943.

“Inneggiavano alla libertà – ricorda – credevano nella democrazia e nella giustizia, erano convinti che l’arresto di Mussolini e la fine della dittatura avessero restituito agli italiani la dignità, la voce e i valori. Ma le pallottole sparate dal reparto del Regio Esercito schierato a bloccare la strada e dalla federazione del partito nazionale fascista tolsero la vita a venti baresi, soprattutto universitari e studenti. Due delle vittime avevano solo tredici anni. Quasi cinquanta i feriti, che vennero più arrestati che soccorsi. Andavano tutti verso il carcere del quartiere Carrassi, ad incontrare i detenuti politici antifascisti in scarcerazione”.

E prosegue: “La dimostrazione non violenta, stroncata a Bari con l’eccidio di via Nicolò dell’Arca, è stata il primo atto della Resistenza. Fuoco ad altezza d’uomo per chi chiedeva pace”. “Il Consiglio regionale della Puglia – conclude – ricorda quella giornata e quel sacrificio e rinnova ai pugliesi l’appello a valorizzare l’esempio di chi ci ha preceduto e ha costruito la nostra Repubblica, fondata sui valori affermati da quei giovani”.


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