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Coronavirus in Puglia, centinaia di richieste di tamponi per i bambini. Il pediatra: “Abbandonati dalle istituzioni”

Pubblicato da: Samantha Dell'Edera | Sab, 10 Ottobre 2020 - 06:30
tamponi coronavirus
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“Credo di interpretare il comune sentire di molti colleghi affermando che ci sentiamo, in questo momento, “abbandonati” dalle Istituzioni che ci dovrebbero e ci avrebbero dovuto dare a tempo debito, linee guida più stringenti e precise , prima che aprissero scuole ed asili”. A scrivere è il pediatra barese Vincenzo Frappampina e la sua voce fa seguito a quella di tanti suoi colleghi, che stanno affrontando le stesse difficoltà e perplessità.

Con l’inizio delle scuole, ormai da due settimane, sono cominciati i problemi che famiglie e pediatri temevano: l’impossibilità da parte dei medici di certificare casi no – covid, se non dopo aver ottenuto il risultato del tampone. Tampone che non sempre viene effettuato tempestivamente, come invece promesso dalla Regione Puglia.

“E’ stato consigliato male il Miur – spiega Frappampina –  a cui sono state date linee guida aleatorie e non corrispondenti alla realtà clinica soprattutto dei bambini in prima infanzia (e mi riferisco al “cola naso” o rinorrea!) in perfetto stile burocratico, invitando i dirigenti scolastici a richiedere certificazioni a più non posso e facendo quindi una “didattica difensiva”. Sono stati abbandonati i genitori stretti fra la necessità di riprendere una vita normale e riprendere il lavoro. Sono stati abbandonati i direttori didattici e i pediatri che devono svolgere il loro lavoro in sicurezza (sia personale che legale). E in ultimo ma non per ultimi noi pediatri a cui a tutt’oggi non viene offerta l’opportunità di richiedere tamponi naso-faringei in tempo reale, senza prenotazioni e in quantità sufficiente, essendo costretti a tenere a casa bambini che hanno spesso banali virosi per 10 giorni prima di essere chiamati dal Dipartimento (ammesso che ciò avvenga)”.

I pediatri lamentano anche l’inesistenza di linee guida serie basate su studi retrospettivi, per permettere loro di giudicare se un caso è sospetto oppure no e su quando realmente necessario prescrivere tamponi. “Sono tutte disposizioni a cui i tecnici avrebbero dovuto pensare già da almeno metà Agosto. A questo aggiungerei che dei vaccini antinfluenzali non si ha a tutt’oggi , notizia alcuna”, conclude Frappampina.

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