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Il sindacato COBAS invita a manifestare davanti alle scuole chiuse in tutta la Puglia  portando banchetti e zaini e invitiamo genitori, studenti, docenti, personale ATA e tutti quelli che hanno a cuore la scuola pubblica. Con appuntamento a Bari sotto il palazzo della Giunta Regionale, venerdì 30 ottobre alle ore 17.30 per “riaprire immediatamente le Scuole e attivare tutte le misure necessarie per la sicurezza e la prevenzione sanitaria”.

Il comunicato: Con un’ordinanza del 28 ottobre il presidente Emiliano ha predisposto la chiusura delle Scuole di ogni ordine grado della regione Puglia a partire dal 30 ottobre. Di fatto facendo pagare a studenti e genitori, e in generale alla società tutta, le inefficienze e le incoerenze con cui Regione e autorità sanitarie, stanno gestendo la pandemia azzerando i servizi educativi per l’infanzia e costringendo persino i bambini e le bambine della scuola primaria ma anche i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria alla alienante e cognitivamente dannosa didattica a distanza.

Appena si è diffusa la notizia, nel tardo pomeriggio, si è sollevata dai genitori e da tutto il mondo della Scuola un’ondata di indignazione per le motivazioni argomentate dal Presidente che avrebbe imposto questa decisione per fermare il diffondersi dei contagi Covid, mentre tutto il resto fuori dalle Scuole è aperto e sovraffollato. Una vera offesa all’intelligenza di tutti noi che abbiamo la certezza che la Scuola non è il covo del virus. Con la soluzione demagogica della chiusura delle scuole (mentre il tasso di positivi sulla popolazione scolastica è nettamente inferiore a quello dei positivi sull’intera popolazione della Puglia), Emiliano vuole nascondere la vera tragedia, quella di un sistema sanitario al collasso dopo anni di tagli e che fra pochi giorni non avrà più posti per degenti Covid.

Altre sono le cause della diffusione incontrollata dei contagi perché dallo scorso mese di marzo niente è stato fatto per evitare di trovarci oggi in una tale situazione. Nessun massiccio piano di investimenti per migliorare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche, nessun recupero di strutture pubbliche dismesse per aumentare il numero delle aule e sdoppiare le classi pollaio, nessun potenziamento dei trasporti pubblici, considerati il maggior veicolo del Covid: invece di potenziarli, come si sarebbe dovuto fare e come da mesi stanno chiedendo i movimenti studenteschi, si è scelto di non intervenire, rinunciando, di fatto, a quelle forme reali di distanziamento fisico che tanto viene raccomandato in ogni ambito. Inammissibile incuria, visto il lungo periodo in cui le scuole sono state chiuse, con l’aggravante che già in estate era stato ampiamente previsto un ritorno diffuso dei contagi.

Chiediamo che i finanziamenti attuali e quelli futuri non vengano sperperati, ma utilizzati razionalmente per:

1) ripristinare una sanità di prossimità, assumere in pianta stabile personale medico e infermieri, per l’efficientamento di tutte le strutture ed attrezzature sanitarie disponibili, riaprire pronto-soccorso ed ospedali;

2) ridurre il numero di alunne/i per classe, intervenendo sull’edilizia scolastica per recuperare spazi inutilizzati e sdoppiare le classi numerose;

3) realizzare interventi strutturali e antisismici finalizzati a mettere in sicurezza gli edifici scolastici;

4) assumere tutti i/le docenti utili ad eliminare le classi pollaio insieme ad esperti per il supporto psicologico a studenti e famiglie;

5) potenziare immediatamente i trasporti pubblici, aumentando le corse nelle ore di punta e istituire un servizio pubblico e gratuito di trasporto scolastico;

6) assicurare a tutte le fasce sociali disagiate un vero, equo e universale reddito di quarantena che garantisca i genitori ai cui figli venisse prescritta la quarantena o l’isolamento fiduciario;

7) garantire maggiori controlli sanitari: tamponi e test rapidi gratuiti per studenti, docenti e tutto il personale scolastico e ripristinare una corretta vigilanza sanitaria scolastica, con la dotazione, per ogni scuola, di un ambulatorio con medici ed infermieri scolastici;

8) ) internalizzazione del personale dell’integrazione scolastica cioè Operatori Socio sanitari ed Educatori che vengono sfruttati dalle cooperative che operano e supportano, nelle scuole di ogni ordine e grado, gli studenti con difficoltà.

 


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