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Sono le 19.34 del 23 novembre 1980, all’improvviso una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.9 rompe il silenzio devastando l’Irpinia e la Basilicata. Oggi, da quella tragedia in cui persero la vita quasi 3mila persone e che non risparmiò neanche la Puglia, sono passati quarant’anni esatti, a ricordarlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Quello di quarant’anni fa, fu un momento notevolmente drammatico per i cittadini colpiti dal terremoto, una disperazione che continua ancora oggi, nel rivivedere il ricordo di quel giorni, ma anche di quelli a venire, segnati da “sofferenza, disperazione e sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione” – ha sottolineato Mattarella.

“Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi – ha concluso il presidente – Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia. Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza. Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire”.

Tanti gli eventi di commemorazione previsti per la giornata di oggi, sia per ricordare i tragici eventi di quarant’anni fa, sia  per tirare le somme di quanto è stato fatto e per aprire un nuovo ragionamento sul futuro, anche in vista del difficile momento storico che sta colpendo l’Italia, piegata dall’emergenza sanitaria. (foto Ansa)


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