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Si è concluso con la condanna a pene fino ai 18 anni di reclusione per 25 persone uno dei due rami del processo contro la mafia operante nel Foggiano. Il gup del Tribunale di Bari, Giovanni Anglana, ha ritenuto, infatti, gli imputati affiliati alle cosche della criminalità organizzata operanti nella zona del capoluogo dauno e colpevoli, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsioni e rapine aggravate, detenzione illegale di armi e tentato omicidio.

Al termine del processo, celebrato nella forma del rito abbreviato, il giudice ha condannato gli imputati anche a risarcire i soggetti costituitisi parti civili: un imprenditore vittima di estorsioni, sotto scorta dopo aver denunciato il fatto, ma anche il Comune di Foggia, Confindustria Puglia, Confindustria Foggia, Fondazione Antiracket Puglia, l’associazione ‘Panunziò di Foggia e la stessa Regione Puglia. È stata, infatti, accolta la tesi, avanzata dallo stesso governo regionale, secondo cui la condotta estorsiva dei soggetti condannati ha danneggiato l’intera comunità territoriale.

“Foggia combatte e non si arrende, la comunità foggiana è oggi rappresentativa di tutta la Puglia che non cederà mai alla mafia, alla sopraffazione, alla violenza, alla illegalità – è stato il commento con cui il presidente Michele Emiliano, ha accolto la notizia delle condanne – La Regione Puglia è al fianco dei cittadini, dei magistrati, delle forze dell’ordine della provincia di Foggia senza se e senza ma. Oggi ogni pugliese si sente foggiano in questo giorno della Giustizia e non della vendetta”, ha concluso il governatore.


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