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“Caro Babbo Natale, non venire con l’auto, non troveresti parcheggio neanche a pagarlo a peso d’oro”. A scriverlo, in una lettera indirizzata ad un mittente speciale, così come accaduto per altre zone della città, sono questa volta i cittadini del Comitato Libertà.

Manutenzione delle strade e dei palazzi, riqualificazione degli spazi, inclusione del quartiere nella città, dunque non più relegato a “periferia”, ma non solo. Maggiore sicurezza e attenzione nei confronti degli abitanti del quartiere, alcuni senza lavoro ormai da anni. Sono solo alcune delle richieste portate avanti dal Comitato di quartiere. Toni ironici che celano però la volontà di vedere presto il proprio quartiere rinascere. E’ proprio il “quartiere”, come se avesse le sembianze di un’unica persona, a far da voce narrante affidando a Babbo Natale i propri desideri e le proprie speranze.

“Chi ti scrive è il Libertà, il quartiere che fa “rumore” nel silenzio assordante delle strade, urla e rivendica la voglia di essere ascoltato – scrivono dal Comitato – Sai, Caro Babbo, vorrei chiederti tanto, ma come quartiere so accontentarmi, sono anni che non ricevo doni. Guarda le mie strade sembrano bellissime con le decorazioni natalizie, ma ti raccomando quando verrai con la slitta, evita le buche, le nostre strade sono dissestate. Anzi, se puoi, regalaci una pavimentazione nuova, sarebbe utile, si eviterebbero cadute rovinose per i cittadini” – sottolineano dal Comitato.

All’attenzione del destinatario speciale, anche la questione delle attività commerciali. Ormai da diversi anni moltissime insegne non illuminano più le strade, prima popolate di gente e negozi, sono tanti infatti i commercianti che hanno perso il lavoro. “Per le mie vie non è cambiato niente, troverai l’ex manifattura e l’ex gasometro, tutto ex. Troverai via Manzoni, il nostro salotto con i commercianti che resistono nonostante tutto. Quando passerai la notte di Natale, fai riaprire i battenti alle nostre attività. Sarebbe meraviglioso rivedere le nostre vie vivere nel commercio e benessere, come un tempo lontano” – sottolineano nella lettera evidenziando anche la situazione attuale che vede moltissimi cittadini del quartiere in difficoltà a causa della pandemia. Secondo il Comitato sono tante le persone che non riescono a trovare possibilità di rinascita. In particolare, molte madri, con i loro figli, temono di trovarsi per strada.

“Vorremmo non vedere più le loro lacrime, regala loro un futuro certo – scrivono ancora – Sicuramente passerai da Corso Italia e darai una casa a tutti gli emarginati. Non ti limiterai a dare loro un pasto caldo e aiuti di facciata. Loro sono lì, sotto i portici, ti aspettano e desiderano aiuti diversi, poter avere dignità senza vivere in emarginazione”.

Il comitato, aiutato dalla voce narrante del “quartiere”, affida inoltre a Babbo Natale anche la speranza di poter vedere presto le palazzine storiche, molte delle quali fatiscenti, riqualificate: “Occhio a non affiancarti in loro prossimità, sai, ogni tanto cade qualche pezzo” – sottolineano.

“Ti sto chiedendo tanto, lo so – proseguono rivolgendosi a Babbo Natale –  Ma sono un quartiere vasto e reclamo il tuo miracolo stanco delle tante promesse e cartelli che espongono i diversi progetti, sparsi qua e là per le mie strade. Mi rivolgo a te con la sincerità di un bambino, anzi, scusa se ti cerchiamo come tanti bambini desiderosi del meritato regalo, ma visto che sei anche il protettore della nostra città, il Santa Klaus invocato da tutti, sicuramente saprai esaudire i nostri desideri, senza strumentalizzazione e senza falsa ideologia politica per donarci tutto quello di cui abbiamo bisogno”.

“Almeno tu – concludono ancora ironizzando – Non chiedi voti in cambio di una poltrona. Solo tu potresti trasformare tutto in un bellissimo sogno che si concretizza, senza il solito meccanismo ingarbugliato della burocrazia. Ecco Babbo, aiutami: non voglio vedere più l’abbandono intorno a me. Non lasciare che siano i cittadini onesti e le forze dell’ordine a farsi carico dei diversi problemi. Non dimenticarmi, io sono il “Libertà”, il quartiere del folclore e del popolo onesto, dei colori e della vivacità, della speranza e della rinascita, non lasciarmi in questa amara considerazione di “periferia”.


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