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Bosco sociale nel quartiere San Paolo, ieri il via ufficiale dei lavori. A comunicarlo la Società cooperativa Sociale Tracceverdi. “Verde incontro”, sarà questo il nome dello spazio situato, nello specifico all’incrocio con la parrocchia Don Bosco e con l’area del mercato settimanale. Una zona strategica, soprattutto perché nelle vicinanze dell’Ex Azzarita, oggi centro polifunzionale e casa delle associazioni che si occupano di migranti e famiglie in difficoltà.

L’obiettivo, spiegano dalla cooperativa, è quello di rendere fruibile un’area fino ad oggi vittima di abbandono e inciviltà. In molti, soprattutto residenti, hanno infatti spesso denunciato le condizioni di degrado in cui versava quello spazio, utilizzato più come discarica a cielo aperto che come luogo in cui poter passeggiare e godere del verde. Bastava infatti farsi un giro nei dintorni per rendersi conto di una situazione che ormai andava avanti da anni: dai rifiuti quotidiani a quelli rifiuti ingrombranti, la zona veniva sempre più strappata alla possibilità di diventare uno spazio urbano condiviso e, soprattutto, vissuto dai cittadini.

Adesso, l’agronoma Cecilia Posca e la biologa ambientale Fulvia Funaro, con l’ausilio dell’architetto Rosa Alba Giannoccaro e della psicologa Liana Trentadue (operatrici della cooperativa Tracceverdi), daranno nuova vita a quell’area urbana, nel tentativo, non solo di offrire una casa a nuovi alberi, ma anche creare comunità e sensibilizzare i cittadini al senso di appartenenza al territorio.

La scommessa, in particolare, è si, quella di strappare all’abbandono e al degrado un luogo di proprietà del comune, ma soprattutto, stimolare i cittadini, attraverso attività dal basso, a partecipare attivamente alla riqualificazione affinché, sia giovani, sia adulti, interiorizzino sempre più la consapevolezza di poter essere parte del cambiamento. Si tratta, di fatto, di una sfida apparentemente impossibile che però poggia sulla solida esperienza degli ideatori del progetto e, nello specifico, sulla metodologia dell’imparare dal fare e viceversa.

I lavori, va specificato, sono stati fermi un anno rispetto alla tabella di marcia. Negli scorsi giorni, nonostante il ritardo dovuto soprattutto all’emergenza sanitaria che con l’ombra incalzante del Covid-19 ha influenzato negativamente anche le questioni burocratiche, il Comune ha affidato alla coop, capofila di un progetto di rete, il campo di 10.714 metri quadri. Il progetto è stato premiato con 31mila euro dal bando Rigenerazioni creative.

Adesso il tutto è nelle mani degli operatori e delle operatrici della cooperativa, alle quali toccherà riqualificare l’area e fare in modo che, in tempi brevi, quello spazio prima in balia dell’abbandono, diventi “Polmone verde del quartiere”, oltre che luogo di incontro all’interno del quale poter passeggiare, leggere libri, ma anche partecipare a laboratori.


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