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Avrebbe ammesso il delitto, Salvatore Carfora, ex fidanzato della 29enne uccisa ieri, in strada, a Minervino di Lecce, e catturato questa notte nei pressi della stazione di Otranto. L’uomo, 39 anni di Torre Annunziata, è ritenuto, fin da ieri, il responsabile della morte della donna, colpita a morte, nella serata, da almeno venti coltellate, mentre si trovava in compagnia del nuovo fidanzato. 

L’uomo sarebbe uscito da poco  dalla sede del commissariato di Otranto in una volante seduto accanto a dei poliziotti. Si starebbero recando sul luogo dove l’uomo avrebbe detto di essersi disfatto dell’arma del delitto. In commissariato, intanto, sono arrivati anche i genitori della vittima, giunti in Puglia da Rimini.

Secondo quanto si apprende da fonti investigative, al momento del fermo, l’uomo indossava ancora gli indumenti e lo zainetto con cui sarebbe stato visto al momento del delitto. Lo scorso giugno Carfora era uscito dall’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa e, più di recente, era stato in carcere per aver ferito a coltellate un parcheggiatore abusivo a seguito di una lite.

“Stavamo andando al supermercato io e lei da soli, poi è sbucato lui, l’ha presa dal collo e ha cominciato ad accoltellarla, ha continuato dandole più di una ventina di coltellate. Lei ha cercato di liberarsi e io nel frattempo stavo cercando aiuto e non c’era nessuno, poi mi sono messo ad urlare ed è arrivato qualcuno. Ma lui era già scappato e lei stava a terra”. E’ il racconto fatto in diretta Tv a Mattino Norba da Francesco Damiano, 29 anni carpentiere, il fidanzato di Sonia Di Maggio, che era con lei al momento dell’omicidio.


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