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La Puglia ancora colorata di arancione. È quanto emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale della cabina di regia, relativo alla diffusione del contagio da Covid19 e basato sui dati dell’Istituto superiore di Sanità del ministero della Salute. Nonostante i numeri in ribasso e le aspettative di un cambio di colore verso restrizioni più leggere, come avvenuto invece per la Sardegna, la Puglia dovrà attendere ancora per poter effettuare il salto in zona gialla, in quanto il monitoraggio dei dati del periodo compreso tra il 25 e il 31 gennaio, la colloca tra le tre Regioni e Province autonome italiane con una alta classificazione di rischio.

Sono tre, infatti, le Regioni-Province autonome (Bolzano, Puglia e Umbria) con una classificazione di rischio alto (era una la settimana precedente), undici (Abruzzo, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Molise e Toscana) con rischio moderato (di cui il Molise ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane), e sette (Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto) con rischio basso. Una Regione (Umbria) e una provincia (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2 – precisa il report – Le altre Regioni e province hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno, ma 5 regioni riportano il valore medio attorno all’1 (Abruzzo; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Marche e Toscana).

Così come accade, ormai, dal 17 di gennaio, per i cittadini della regione restano, dunque, consentiti solo gli spostamenti all’interno del proprio Comune, dalle 5 del mattino alle 22. Recarsi fuori dal territorio del proprio Comune di residenza o dalla propria Regione sarà consentito, ancora, solo in casi giustificati e con l’utilizzo dell’autocertificazione: per motivi di lavoro, salute o necessità. Autocertificazione che sarà valida, inoltre, anche per gli spostamenti durante le ore del cosiddetto “coprifuoco”, dalle 22 alle 5. È sempre permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, anche per le seconde case fuori dalla regione o provincia autonoma.

In zona arancione, come avviene ormai da 4 settimane, chi vive in un Comune fino a 5mila abitanti può spostarsi liberamente, tra le 5 e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra regione o provincia autonoma), con il divieto però di recarsi in capoluoghi di provincia. Sono consentite, solo nel territorio comunale, le visite ad amici e parenti, una sola volta al giorno, e con il limite massimo di due persone (esclusi i minori di 14 anni).

Bar e ristoranti possono aprire solo per effettuare servizio d’asporto o consegna a domicilio: l’asporto, in particolare, è possibile solo entro le 18. I negozi al dettaglio sono aperti, mentre per quanto riguarda i centri commerciali e i negozi all’interno, possono restare aperti dal lunedì al venerdì, e devono chiudere nei weekend. L’apertura dei negozi è consentita fino alle 21. Quanto ai luoghi della cultura, con il prolungamento della zona arancione restano chiusi i musei, così come i cinema, i teatri, le palestre e le piscine. È possibile praticare attività sportiva purché all’interno del proprio comune e all’aperto.


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