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L’Italia, con poco più di 4mila ettari (dati aggiornati al 2018), è seconda in Europa per quanto riguarda la produzione comunitaria di canapa industriale. Prima dell’Italia c’è la Francia, che, va specificato, domina la produzione con 17.900 ettari. In confronto al 1993, la crescita europea è del 614% con oltre 50mila ettari. Secondo le previsione di Tecnavio, azienda specializzata nell’analisi dati, tra il 2020 e il 2024, l’industria della canapa e il mercato a livello globale crescerà di 3,35 miliardi di dollari. Le previsioni tengono conto anche dell’impatto causato dall’emergenza sanitaria e sulle inevitabili conseguenze che la pandemia ha avuto sull’economia mondiale.

Ragion per cui si rende necessario avviare questo tipo di discorso anche in Italia. Al tavolo, parteciperanno i rappresentanti dei ministeri dell’Interno, della Salute, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dell’Arma dei Carabinieri per la Difesa oltre ai tre dipartimenti del Mipaaf e agli Enti vigilati Crea, Ismea e Agea.

“Diamo avvio al confronto nel settore per pianificare le scelte future per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa e rafforzare le politiche di filiera – ha dichiarato Giuseppe L’Abbate – Il comparto potrà contare, inolte, su parte dei 10 milioni di euro che abbiamo stanziato nell’ultima Legge di Bilancio. Sarà importante fare scelte condivise e ben calibrate affinché si possano dare concrete opportunità per il futuro del settore”.

Il rilancio dell’economia riguardante la produzione di canapa industriale, facendola tornare protagonista dell’agricoltura del paese, non solo porterà al centro ancora una volta il tema della salvaguardia ambientale, ma permetterà, inoltre, di creare nuovi posti di lavoro. In questo senso anche la Puglia farà la sua parte. Quest’ultima, assieme a Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Umbra e Veneto, rappresenteranno infatti le regioni.

In particolare, il mondo produttivo sarà rappresentato da sei organizzazioni professionali agricole, quattro centrali cooperative agricole, sei organizzazioni di rappresentanza nazionale nonché sei associazioni di settore della canapa e due portatori di interessi. Per il mondo scientifico, infine, al tavolo parteciperanno anche l’Università di Roma La Sapienza e di Modena e Reggio Emilia.

 

 


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