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“Il lungomare di S.Spirito prende forma, mentre quello di Palese è sempre più abbandonato a se stesso”. A raccontarlo sono alcuni cittadini del V Municipio preoccupati per le condizioni in cui riversa il tratto di costa che va dal Titolo, fino a via Cola di Cagno.

Dalle ringhiere arrugginite ai ruderi, fino ad arrivare alla costa utilizzata come pattumiera, ma anche l’assenza di progetti che includano gli spazi del lungomare di Palese nelle dinamiche della città metropolitana e, più in particolare in quelle del V Municipio. Sono solo alcune delle questioni sollevate dai cittadini preoccupati per lo stato di abbandono in cui riversa uno dei luoghi più frequentati dagli stessi.

“Vivo a Palese da molti anni – ha raccontato Federica, mamma di due bambine – il lungomare è il luogo in cui sia d’estate, sia nelle belle giornate invernali, porto le mie figlie a passeggiare. Ogni volta però ci ritroviamo di fronte a scene imbarazzanti, non solo per l’immondizia, per la puzza di urina e lo sporco ormai appartenente al quotidiano, ma anche per le condizioni in cui lo stesso lungomare si trova. Sembra che a nessuno importi nulla. Mi chiedo perché Palese non sia stato incluso nei fondi utilizzati per progettare la costa di S.Spirito o meglio, sarebbe stato bello far parte di un unico progetto di continuità al fine di favorire tutto il Municipio, non solo una parte di esso” – ha concluso.

Una delle questioni maggiormente portate al vaglio dei cittadini è proprio la costante sensazione di appartenere a due realtà distinte, non appartenenti ad un unico Municipio. A questo, spiegano, si aggiunge la paura “Di essere da soli, mentre il lungomare di Palese avrebbe molto da offrire ai residenti”. Ma non solo, Palese, fanno notare i cittadini “Si trova in un punto strategico. Con l’aeroporto e il mare è una località turistica a tutti gli effetti, invece chiunque venga a visitare il nostro paese si ritrova a camminare e a nuotare tra i rifiuti”.

A fare eco alle parole dei cittadini ci sono quelle di Eugenio Lombardi, architetto che da qualche tempo ha avviato una progettazione partecipata nel tentativo di dare forma alle idee dei residenti. “Palese da sempre lamenta abbandono e latenza istituzionale – ha commentato – ne è la prova la tragica vicenda culturale della distruzione del villaggio neolitico che poteva invece diventare luogo importante a livello nazionale e internazionale. Ad oggi, alcune aree non sono state considerate sotto l’aspetto progettuale, ci sono invece studi verso S.Spirito”.

In particolare, Lombardi ha sottolineato la situazione riguardante due storici ruderi del paese, tra questi l’ex Ostello della Gioventù e l’ex ristorante l’Ancora. Stando a fonti, l’ex Ostello della Gioventù sarebbe recentemente passato dalle mani della regione a quella del comune, per l’Ancora invece l’iter burocratico è ancora complesso soprattutto a causa del recente incendio che ha investito la struttura, ora sotto sequestro oltre che completamente inagibile e transennata per la sicurezza dei cittadini. Le transenne, che va specificato sono ormai lì da tre mesi, coinvolgono sia la struttura, sia una parte della carreggiata che non solo ad oggi è molto ristretta, ma non facilita neanche il transito di auto e pedoni. “Bisognerà attendere il dissequestro per procedere al recupero e all’eventuale riqualificazione, non sappiamo esattamente quali saranno le tempistiche” – ha specificato Lombardi.

I cittadini, al fianco dell’architetto, premono in particolare affinché venga riqualificata in prima istanza l’aria portuaria, oggi completamente in stato di abbandono. Percorrendo il tratto di Palese che va dal rudere dell’Ancora, fino al Titolo, luogo di confine di S.Spirito, lo scenario è lo stesso: cemento, rifiuti, assenza di spazi adibiti alla permanenza dei cittadini, ma anche di pattumiere riversate per terra.

“Abbiamo fatto alcuni incontri per progettare insieme l’area – ha commentato ancora Lombardi – potrebbe essere valorizzata in moltissimi modi. Nessuno impedisce ai consiglieri di essere presenti, ma tranne un paio, gli altri non si sono presentati. Il silenzio istituzionale, al di là di Vincenzo Brandi, con il quale ci interfacciamo spesso, è forte”.

Il presidente del V Municipio, in particolare, stando a quanto dichiarato da Lombardi, si è reso disponibile in qualità di interlocutore istituzionale in questa fase di progettazione partecipata. Ad oggi sono molte le idee emerse, tra queste la creazione di spazi verdi, l’abbattimento delle barriere architettoniche per rendere agibile anche ai diversamente abili le zone del lungomare, ma anche una riqualificazione che preveda la partecipazione dell’Amiu affinché il lungomare “Non sia più vittima di inciviltà, ma resti pulito”.

“Vorremmo coinvolgere la comunità per avviare un recupero che possa essere condiviso dalla maggior parte dei cittadini – ha concluso Lombardi – Palese e S.Spirito appartengono allo stesso Municipio, spesso non vengono considerati al pari, unire le due comunità è difficile, subentrano spesso individualismi. Con Palese, al contrario di quanto accaduto a S.Spirito in cui non c’è stato un progetto partecipato, abbiamo tabula rasa. Mentre attendiamo che le istituzioni si ricordino di noi, noi cittadini abbiamo l’opportunità di immaginare insieme idee per il futuro del lungomare”.


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