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Uno spazio condiviso in cui scambiare libri, ascoltare musica, parlare di arte e cultura, ammirando quadri o bevendo un sorso di thè. Accade a Bari, in particolare all’interno del complesso Parco Domingo, nel quartiere Poggiofranco, dove ha preso forma la prima “Condoteca” del capoluogo pugliese. Il condominio in questione, va specificato, è uno dei più grandi del quartiere: sono 260 le famiglie che ne fanno parte.

Nata qualche anno fa, da un’idea dei residenti ed utilizzata esclusivamente dai condomini, la “Condoteca” è un luogo comune in cui adulti e bambini del complesso possono incontrarsi per tornare a “Fare comunità” portando avanti il principio della cittadinanza attiva come risposta alla possibilità di crescita e cambiamento del territorio, ma anche come luogo in cui scambiare idee e tornare ad incontrarsi. Fattore, quest’ultimo, fortemente compromesso dall’emergenza sanitaria che però ha reso possibile comprenderne anche il valore. Giorno dopo giorno, nonostante la pandemia, i condomini, hanno infatti messo su una vera e propria libreria.

“Nonostante molti di noi abitino nel complesso da 40 anni, a causa della vita frenetica spesso non si ha il tempo di incontrarsi  – ha sottolineato Enrica Gambardella, tra i membri fondatori – qualche anno fa abbiamo deciso di cambiare questa abitudine trasformando gli spazi della saletta condominiale, prima adibita a spazio giochi. Dopo la conferma del consenso da parte degli amministratori, abbiamo cominciato a riunirci”. Da lì, e con il supporto del Municipio 2 che ha donato gli arredi tra cui librerie e sedie in comodato d’uso, è nata quella che è, di fatto, la prima biblioteca di condominio del territorio barese.

“Il Covid ha bloccato tutti – ha sottolineato Gambardella – prima ci incontravamo, discutevamo, leggevamo insieme, adesso gestiamo l’utilizzo dello spazio tramite un gruppo su WhatsApp. Non possono entrare più di tre persone, rigorosamente con mascherina e porta aperta. Cerchiamo di dare il buon esempio su diversi temi, tra questi quello della legalità, soprattutto in questo momento in cui è opportuno fare attenzione a contenere il contagio” – ha commentato ancora Gambardella.

Tra queste, oltre a momenti di incontro e scambio di idee, anche laboratori artistici e visione di film o documentari. Ma non solo, lo spazio è accessibile soprattutto a bambini e ragazzi del complesso, affinché sottolinea Gambardella “Possano studiare qui, ma anche riavvicinarsi alla lettura in un momento particolare in cui, con la didattica a distanza, è necessario allontanargli dagli strumenti elettronici, facendo sentire loro di nuovo l’odore della carta”.  I libri, va specificato, vengono donati soprattutto dai condomini. Fino ad oggi, in particolare, le donazioni hanno riguardato in particolare libri di narrativa saggistica, tra cui storia, filosofia e molto altro ancora. In totale sono circa mille i libri presenti ad oggi nella “Condoteca”.

“Non vediamo l’ora di riprendere le attività – ha sottolineato Gambardella – prima del Covid si erano avvicinato tante persone, tra cui molte donne che hanno contribuito ad arredare il luogo. Abbiamo allacciato rapporti umani molto belli, da sconosciute, siamo diventate amiche. Da questa iniziativa stanno nascendo molte idee. Il lavoro, la vita frenetica avevano impedito tutto questo, c’è un ritorno alla lentezza, un ritorno al godere della natura e dei rapporti umani. Portiamo avanti valori in cui al primo posto, oltre alla legalità, c’è la gentilezza e la non violenza. Vogliamo essere d’esempio, affinché Bari diventi sempre più una città in cui i cittadini partecipino attivamente al cambiamento facendosi promotori di iniziative nate dal basso per il bene di tutti” – ha concluso.

Adesso bisognerà attendere che rientri l’emergenza sanitaria per poter tornare a vivere senza timore lo spazio. Intanto però le attività, così come le idee del gruppo, i cui promotori sono stati in particolare, oltre a Enrica Gambardella, anche Paola Cusamano, Enza Magno, Packy D’Alessandro, Flora Monno, Isa Vacca, Franco Turi e Lucia Di Roma (che ha fatto da tramite con il Municipio 2 per i mobili in comodato d’uso), proseguono senza sosta affinché si possa, il prima possibile, “Tornare a vivere tutti insieme lo spazio, adesso non molto utilizzato”.


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