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Bari, sit in dei residenti nell’ex Socrate: “Garanzie sul nostro rientro dopo i lavori”

Pubblicato da: redazione | Ven, 19 Febbraio 2021 - 11:00
protesta ex socrate

“L’ex Socrate non si tocca, no alla speculazione, sì all’autorecupero”. Sit in di protesta questa mattina dell’associazione di residenti dell’ex Socrate in corso Vittorio Emanuele. L’associazione chiede al sindaco di tutelare gli attuali occupanti, fornendo garanzie sul loro rientro una volta che l’edificio sarà messo in sicurezza. L’associazione ha quindi posto tre pilastri:

1) che gli abitanti, durante i lavori, continuino ad avere la residenza in via Fanelli affinché sia loro garantito il già riconosciuto titolo di occupazione dell’immobile;

2) che prima di lasciare la struttura l’Associazione Socrate ed il comune di Bari sottoscrivano una convenzione sull’affidamento dell’immobile, stante anche l’impegno dell’Associazione ad attuare servizi di utilità sociale rivolti a tutta la cittadinanza una volta completati i lavori;

3) che venga garantita una ricollocazione per tutti gli abitanti.

“Questi 3 punti dell’accordo – spiegano dall’associazione  –  sono stati accettati durante l’incontro del 7 gennaio, ma ad oggi non sono stati rispettati. In particolare, la soluzione proposta dal Comune di riallocare gli abitanti in due case di accoglienza non appare praticabile perché  il numero dei posti designati è insufficiente in rapporto a quello degli abitanti, oltre 60, che verrebbero separati in gruppi più piccoli, disaggregando così la comunità. Le strutture di accoglienza individuate rispondono a criteri d’urgenza ed emergenza (dai 3 ai 6 mesi) pensate per il primo approdo in città (casa delle culture) o, in alternativa, si conformerebbero come delle comunità socio-assistenziali, soggette a personale di controllo e gestite da enti del terzo settore. Entrambe le soluzioni non soddisferebbero i bisogni reali dei residenti e rappresenterebbero un’involuzione per la comunità, che sarebbe privata della propria autonomia e capacità di autodeterminarsi (tra cui la vicinanza ai luoghi di lavoro e la possibilità di frequentare corsi di formazione)”. Inoltre ” l’accesso alle strutture avverrebbe attraverso una lista d’attesa che metterebbe gli abitanti del Socrate in condizione di avvantaggiarsi a discapito di un’altra parte della popolazione, che attende risposte da mesi per la medesima collocazione. Gli abitanti rifiutano di rendersi complici di un sistema che trasforma i diritti di tutti nel privilegio di pochi e di usufruire di opzioni che lascerebbero ancora per strada chi verte in condizioni simili e/o più sfavorevoli”, concludono.

L’associazione chiede quindi che venga assegnato un immobile dismesso alla comunità come dislocazione temporanea. Laddove l’immobile non sia a norma, l’assegnazione dovrà avvenire con la formula dell’affidamento in cantiere scuola, che permetta alla comunità di recuperarlo in autonomia.

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