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“Uno sforzo mai messo in campo prima d’ora”. Pier Luigi Lopalco definisce così il tour de force che ha condotto alla vaccinazione di 15mila pugliesi over80 nei primi tre giorni di somministrazione. Uno sforzo, in particolare, a fronte della difficile conservazione, manipolazione e preparazione dei vaccini a disposizione per quella fascia di età, come spiega lo stesso assessore regionale alla Salute, che sottolinea come ogni paragone con le vaccinazioni per le epidemie degli anni ’70 sia improprio per la differenza dei sieri a disposizione, per qualità e quantità, oltre che per le differenze regolamentari che impongono il consenso informato e la anamnesi medica prima delle somministrazioni e il periodo di osservazione dopo. 

“Uno sforzo che la Regione Puglia, al pari delle altre regioni, sta affrontando anche grazie al lavoro dei medici e degli operatori sanitari e alla pazienza degli anziani e dei loro parenti che ogni giorno sono in attesa del vaccino – spiega ancora Lopalco, che però segnala quale sia il vero nodo della vicenda – Il problema è tuttavia un altro: entro marzo in Puglia è previsto l’arrivo in varie tranche di sole 400mila dosi dei tre vaccini anti covid a disposizione: un numero esiguo – rimarca l’assessore – che potrebbe anche calare a discrezione delle aziende fornitrici, che deve far riflettere sulla necessità a livello globale di aumentare i sieri a disposizione. Il nodo è tutto lì: i vaccini sono pochi e la richiesta è elevata. È un nodo gordiano da sciogliere ed è il vero tappo che mina la fiducia nel sistema”, conclude Lopalco. 


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