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“Non voglio scavalcare chi, come me o più di me, ne ha bisogno, ma vorrei che anche la categoria di cui faccio parte sia inserita negli elenchi di priorità”. A parlare è Sergio, cittadino barese, disabile al 100% e lavoratore fragile per conto di una banca del capoluogo pugliese che, nonostante le sue condizioni di salute – e una polmonite che, quattro anni fa, lo aveva costretto ad un ricovero d’urgenza in Rianimazione – non compare in nessuno degli elenchi prioritari previsti dal Piano vaccinale pugliese contro il Covid19.

Nonostante le sue difficoltà, Sergio non è considerato un disabile o malato gravissimo e, come spiegato dal suo stesso medico di medicina generale, non può accedere ad alcun canale prioritario e, per ricevere la sua dose di vaccino anti-Covid dovrà attendere il procedere del comune piano per fasce d’età. Un percorso quanto mai lungo per chi, come lui, è ancora giovane ma da oltre un anno costretto al lavoro da casa in quanto soggetto fortemente a rischio.

“Vorrei comprendere il reale criterio di assegnazione della priorità vaccinale da parte della Regione Puglia – spiega Sergio – poiché sono già stati vaccinati, giustamente, anche gli insegnati o i dipendenti pubblici che, però, nella maggior parte dei casi, lavorano in smartworking”. Sergio ci tiene a precisare che la sua non è una lotta contro i suoi stessi concittadini, piuttosto una richiesta di attenzione da parte delle istituzioni: “Sono una persona fragile e devo, purtroppo, constatare che la categoria a cui appartengo è stata dimenticata, maltrattata”, conclude, auspicando l’inserimento di coloro che, come lui, vivono in condizione di disabilità, nella lista di coloro che possono avere accesso alle dosi vaccinali con priorità.


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