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«In Puglia, gli anziani, contrariamente a quanto previsto dal piano vaccinale, continuano ad essere penalizzati. I dati pubblicati a livello nazionale vedono la Puglia in fondo alla classifica delle regioni che rispettano la priorità per gli anziani. L’impegno era di completare la vaccinazione per gli ultra 80enni entro marzo. Ad oggi la percentuale di coloro che hanno ottenuto la seconda dose si aggira purtroppo ancora intorno al 25%». Lo denunciano in una nota i segretari regionali Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della Puglia.

«Drammatica – aggiungono – è poi la situazione relativa a coloro che hanno richiesto la prestazione domiciliare, alle prese con un patetico rimpallo di responsabilità tra Asl e medici di base. Occorre una direttiva chiara e precisa». «Allo stesso modo – proseguono in sindacalisti – siamo preoccupati per l’inizio della campagna per la fascia di età 60/79. Si tratta di 880 mila persone circa. Perché è stato previsto l’inizio solo dal 12 aprile? Non si sarebbe potuto anticipare? Ogni giorno in Puglia non si va oltre le 12 mila somministrazioni. Di queste solo il 60% è riservato agli anziani. È insostenibile e inaccettabile assistere ogni giorno ad un numero altissimo di figure non previste dal piano vaccinale ricevere il vaccino. Si tratta di un dato di 1500 al giorno. Tutti finiscono per acquisire priorità rispetto agli anziani. Occorre che si metta fine». Ansa


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