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Da sabato 1 maggio e fino all’8 dicembre nella chiesa di San Giuseppe di Bari si potrà chiedere l’indulgenza plenaria, ossia la remissione di tutti i peccati. Papa Francesco l’8 dicembre del 2020 ad apertura dell’anno di San Giuseppe ha accolto la richiesta di don Tino, il parroco della chiesa barese. “E’ la prima volta per la nostra parrocchia – ci racconta don Tino – la chiesa di San Giuseppe diventerà per un anno una meta di pellegrinaggio per i fedeli baresi che potranno quindi richiedere l’indulgenza plenaria, a determinate condizioni”.

Non basterà infatti “attraversare” le porte della chiesa. L’indulgenza sarà concessa  agli anziani, ai malati, agli agonizzanti e a tutti quelli che per legittimi motivi siano impossibilitati ad uscire di casa, i quali – “con l’intenzione di adempiere le tre solite condizioni – nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, reciteranno un atto di pietà in onore di san Giuseppe, conforto dei malati e patrono della buona morte, offrendo con fiducia a Dio i dolori e i disagi della propria vita”.

Anche chi «affiderà quotidianamente la propria attività alla protezione di san Giuseppe e ogni fedele che invocherà con preghiere l’intercessione dell’Artigiano di Nazaret, affinché chi è in cerca di lavoro possa trovare un’occupazione e il lavoro di tutti sia più dignitoso», potrà ottenere l’indulgenza. Ed ancora a chi mediterà per almeno 30 minuti “la preghiera del Padre Nostro, oppure prenderanno parte a un ritiro spirituale di almeno una giornata che preveda una meditazione su san Giuseppe». Anche pregare per «la Chiesa perseguitata ad intra e ad extra e per il sollievo di tutti i cristiani che patiscono ogni forma di persecuzione», utilizzando le «Litanie a san Giuseppe» o l’«Akathistos a San Giuseppe», permetterà di ottenere l’indulgenza, così come per coloro che «reciteranno qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe» in particolare il 19 marzo, il 1° maggio, nella Festa della Santa Famiglia, nella Domenica di San Giuseppe (secondo la tradizione bizantina), il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del santo». Importante diventa anche la recita del Rosario nelle famiglie e tra fidanzati, che il decreto della Penitenzieria indica come condizione valida per ottenere l’indulgenza, così come «il compiere sull’esempio di san Giuseppe, un’opera di misericordia corporale o spirituale».

Sabato si terrà la celebrazione eucaristica alla presenza dell’arcivescovo emerito Francesco Cacucci. “L’indulgenza plenaria potrà essere concessa dal primo maggio all’8 dicembre – conclude don Tino – in questo anno dedicato a San Giuseppe abbiamo intenzione di dedicarci anche al restauro dei tre portoni  della facciata”.


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