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La Puglia protagonista sulla passerella di Cannes con le creazioni dello stilista Pietro Paradiso. Nato a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove non ancora maggiorenne vive le prime esperienze nel campo della moda disegnando abiti da sposa, oggi, Pietro Paradiso ha realizzato uno dei suoi sogni più grandi: sfilare a Cannes. Il prossimo 12 luglio, Paradiso, porterà oltre i confini regionali le sue creazioni in occasione della cena di gala.

Sull’etichetta dei suoi capi, accanto al nome “Pietro Paradiso design”, c’è il simbolo dell’Ohm. In quell’ideogramma, così come nei sigilli dei tappeti kilim che richiamano gli identici simboli sui trulli baresi, è racchiusa la filosofia che ispira da sempre  lo stilista gioiese.  “I miei capi sono Made in Puglia – spiega – sia come concetto che come manufatto”. La peculiarità dello stilista pugliese è il saper combinare tessuti antichi, che in genere hanno destinazione diversa, come ad esempio la canapa e le trame dei vecchi materassi a sete indiane, organze, preziosi ricami che nascondono chiavi di lettura: i kimoni, le mantelle, le stole. “La moda dell’apparire ha fatto il suo tempo – sostiene Paradiso – oggi c’è necessità di cose concrete, di storia e di tradizione, capaci di suscitare emozioni diverse. È per questo che la moda non si può distaccare dalla cultura, dalla consapevolezza”.

Lo stilista, che inoltre, per i suoi accessori recupera i rami degli ulivi colpiti da Xilella e le conchiglie levigate dal mare, a Cannes porterà 30 capi.  “La mia collezione – racconta – ha poco a che fare con il mondo patinato del cinema, ma è in linea con quello che da anni porta avanti la Fondazione di Manuel Collas De La Roche, a tutela dell’ambiente in tutto il mondo”. Fortemente intrisa di spiritualità, la terra di Puglia torna quindi all’attenzione di un pubblico nuovo. “Viviamo oggi un momento magico, ma quello che dobbiamo capire è che la magia è in ognuno di noi. Come uomo, come artista, ho difficoltà a fare collezioni, perché le collezioni spesso sono dedicate a chi non ha personalità, invece l’alta moda è capo unico, creato e cucito su misura per la cliente” – ha raccontato.

Il suo, conclude è “un traguardo di felicità. Non guardo al fatturato come obiettivo ma è solo uno strumento, non va usato male e con avidità. Si ritornerà al buon gusto quando daremo la possibilità alla gente di ricreare, la possibilità manuale di esprimersi”. Nella cornice di 3.14 Plage, a Cannes, la sera del 12 luglio si terrà dunque la cena di gala, organizzata dal Better World Fund, che finanzia programmi scolastici in Libano, attraverso la ‘René Moamad Foundation’, in cui anche la Puglia avrà il suo spazio grazie ai capi, fortemente identitari, dello stilista di Gioia.

Presidente e fondatore del Better World Fund è il produttore Manuel Collas de La Roche, artista molto vicino al Dalai Lama. E’ proprio il forte legame fra terra e spiritualità ad aver portato Manuel Collas de la Roche a scegliere le creazioni di Pietro Paradiso. In tutto, come già specificato, sono 30 i modelli della collezione “Cinema”, del tutto inedita, che sfileranno il 12 luglio. Le stoffe utilizzate per ricoprire i materassi, le lane a comporre gilet impreziositi da organze, il vincotto delle nostre cartellate per tingere tessuti naturali, cuciti assieme a preziose sete indiane. E, inoltre, accessori realizzati con il legno degli ulivi colpiti da Xilella, conchiglie raccolte sulla spiaggia dopo le mareggiate.

Diverse le esperienze di Pietro Paradiso, che dopo aver frequentato a Roma l’Accademia di moda della principessa Koefia, a 18 anni il tirocinio a Maison Valentino, ha avviato alcune collaborazioni importanti, tra queste quella con Ted Lapidus a Parigi, Demetrios & Illissa a New York, Carlo Pignatelli a Torino, Patrizia Brenner a Milano, Zhang Zhifern a Shangai. Molti magazine hanno dedicato editoriali alle sue creazioni, in particolare Capital, che nel 2007 lo ha inserito tra i 100 italiani che hanno creato qualcosa di buono per l’umanità. Nel 2020, The Fashion Green, con una prefazione di Stella McCartney, gli ha conferito il titolo di sustainable couturier. Paradiso vive e crea i suoi abiti nella casa natia, a Gioia del colle. Lo stilista ha presentato oggi l’evento nella cornice di Portineria 21, caffè bistrot letterario in via Cairoli


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