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Il Policlinico di Bari da questa mattina sbloccherà gli interventi programmati sospesi nei giorni scorsi, a causa della carenza di sangue del gruppo O. Il direttore della Struttura regionale di coordinamento della medicina trasfusionale e del Centro trasfusionale di Bari, Angelo Ostuni tira un sospiro di sollievo. Ma non va oltre. Le sacche di sangue non sono sufficienti e l’equilibrio, nel più grande ospedale della Puglia, resta precario. E non solo nel capoluogo ma anche nei principali ospedali della regione.

“Rispetto allo scorso anno, almeno guardando i numeri che abbiamo a disposizione ad oggi  – spiega Ostuni – registriamo una riduzione delle donazioni almeno negli ultimi due mesi rispetto allo scorso anno”. Le ragioni? Ostuni sottolinea che i fattori sono tanti e non strettamente legate all’effetto Covid. Poche sacche di sangue, quindi, in un momento in cui con la ripresa degli interventi chirurgici programmati, è crescita la richiesta. E poi c’è il fattore non prevedibile legato, ad esempio, a più richieste dello stesso gruppo sanguigno.

Torna quindi, come ogni estate, quella che ormai viene definita “emergenza sangue” ma che nei fatti altro non è che il risultato di una scarsa risposta al richiamo “donazione”.

“La donazione è una forma culturale – sottolinea ancora il direttore. Dovrebbe diventare una appuntamento fisso per tutti. Pochi minuti da dedicare a chi ne ha bisogno. Solo in questo modo, facendo della donazione una abitudine non strettamente legata all’emergenza, si raggiungerà l’obiettivo a cui puntano le  strutture ospedaliere associazioni”.

 


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