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Denunciato dalla polizia locale di Bari il titolare di una attività di vendita di AEE domestici (apparecchiature elettriche ed elettroniche) perché è risultato non essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per la raccolta e trasporto di RAEE ( Cat. 3 Bis), mentre all’interno del proprio esercizio commerciale ed in un altro locale nelle vicinanze effettuava altresì il deposito incontrollato anche di RAEE pericolosi, oltre all’attività di gestione illecita di rifiuti.

Dopo una accurata attività di indagine e di polizia giudiziaria con appostamenti, pedinamenti, verifiche documentali, terminata con l’ispezione a sorpresa nei luoghi di interesse, personale del Nucleo di polizia giudiziaria del Corpo ha riscontrato che il titolare dell’attività commerciale, quale venditore di AEE (Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) domestici non risultava essere iscritto all’apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali per la attività di raccolta e trasporto dei RAEE domestici ( categoria 3 Bis), come previsto dal DM 65/10.

Nella parte retrostante all’area di vendita su una superficie complessiva di circa 40 mq si è rilevata la presenza di RAEE costituiti da lavatrici, frigoriferi, forni a incasso, cucine, forni a microonde, numerosi componenti disassemblati e accatastati nonchè attrezzi vari utilizzati per lo smontaggio. Inoltre in un locale vicino alla sede aziendale, delle dimensioni di circa 90 mq, di proprietà dei parenti del titolare dell’Impresa commerciale, utilizzato quale deposito di RAEE, si è accertata altresì la presenza di un centinaio di lavatrici, una decina di frigoriferi, congelatori in gran parte già “cannibalizzati” (cioè privati di componenti essenziali per il loro eventuale riutilizzo) oltre a numerosi componenti di apparecchiature già disassemblate e ben accatastate, con l’ulteriore attrezzatura utilizzata per lo smontaggio dei componenti. I RAEE contenenti sostanze pericolose realizzavano di fatto un deposito incontrollato di rifiuti sia “pericolosi” che “non pericolosi” ed un’attività di gestione illecita di rifiuti.

Gli agenti hanno accertato che i RAEE ricevuti a fronte della vendita di AEE (c.d. “uno contro uno”, come previsto dal DM 65/10) , venivano invece disassemblati, e ove riparabili per le componenti guaste, posti nuovamente in vendita come “AEE usato”, anziché essere conferiti al centro di raccolta che viene ordinariamente indicato dal consorzio RAEE, a seguito di Iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

La ditta non risultava neppure in possesso del prescritto schedario con la numerazione progressiva conforme al modello di cui all’allegato I del DM 65/10, né dei documenti di trasporto conformi al modello di cui all’allegato II del DM 65/10, dai quali si potesse riscontrare il tragitto dell’elettrodomestico ritirato dal domicilio del consumatore alla destinazione finale che risultava in definitiva essere sconosciuta.
Posti sotto sequestro giudiziario sia il locale deposito che le tre aree site all’interno dell’esercizio commerciale.
Infine a carico della ditta sono state contestate varie violazioni amministrative in relazione alle fattispecie previste dall’art.1 co°3 del D.M. 65/10 che prevedono sanzioni pecuniarie fino a 30mila euro quando trattasi di rifiuti pericolosi, e nei casi più gravi anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione da un mese a un anno dalla carica rivestita dal soggetto responsabile dell’infrazione e dalla carica di amministratore, tutte conseguenti alla mancanza dello schedario numerato di carico e scarico dei RAEE pericolosi (e non) e dei documenti di trasporto dei RAEE ritirati presso il domicilio del consumatore-acquirente.


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