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Continua ad aggravarsi la problematica degli incendi nel Barese. Dalla zona di Triggiano, sino al quartiere Japigia, inoltrandosi anche nelle zone più interne, come ad esempio le campagne del quartiere San Pio, sono diversi i residui di roghi appiccati lungo le strade. Si tratta solo di alcuni dei punti coinvolti nell’abitudine, ormai consueta, di bruciare sterpaglie assieme ai rifiuti, molto spesso tossici.

Preoccupa, in particolare la zona di Triggiano, nello specifico il tratto lungo la statale 100. In questa zona le segnalazioni riguardano gli incendi appiccati a bordo strada. Secondo quanto segnalato alla nostra redazione si tratta di “numerosi” incendi “preventivi e controllati”. Anche in questo caso, oltre ai danni provocati già di per sé dagli incendi, ad aggravare la situazione ci sarebbe il fatto che, per evitare che le fiamme possano raggiungere le aziende agricole o le abitazioni limitrofe, le sterpaglie vengono tappezzate di rifiuti, tra questi soprattutto plastica. Diossina e cattivi odori vanno a finire direttamente nelle case dei cittadini. Problema che tende a peggiorare soprattutto nelle giornate maggiormente calde o in quelle in cui, c’è molto vento.

Dalla plastica agli elettrodomestici, sino a passare per i copertoni, ma non solo. Sono diverse le tipologie di rifiuti che, una volta incendiati, non solo impregnano l’aria di odori nauseanti, ma sono anche nocivi per chi li inala. Ormai, quella degli incendi, è una problematica quotidiana nel Barese. I residenti della zona Japigia, in particolare, avevano già denunciato la situazione ed, esasperati, lo scorso 6 luglio erano scesi anche in piazza rimarcando il messaggio “Japigia non è terra dei fuochi”,  chiedendo, inoltre, alle istituzioni di intervenire. Si tratta di un problema noto ai cittadini da diversi anni, lo hanno raccontato in primis i residenti di Japigia, affiancati però da molti altri Comitati della città, tra questi il Comitato  Sant’Anna.  Dal centro alla periferia, basta inoltrarsi lungo le strade, ma anche nel cuore delle diverse zone di campagna, spesso nascoste agli occhi dei passanti, per imbattersi in terra e sterpaglie bruciate affiancate, spesso, da vere e proprie discariche abusive a cielo aperto. La situazione non è molto diversa  nel Leccese dove circa un mese fa, Legambiente Puglia aveva lanciato un altro allarme in merito ad un grande incendio avvenuto in zona Casarano.

“Condanniamo fermamente questi atti dolosi e vandalici che stanno devastando un territorio già martoriato dalle distruzioni causate dalla Xylella – aveva dichiarato il presidente di Legambiente Ruggiero Ronzulli –  rimarchiamo il fatto che la maggior parte di questi incendi sono atti dolosi dovuti all’incoscienza di alcuni cittadini che non guardano alla tutela del territorio né alla sicurezza dei propri concittadini. Per questo è necessaria maggiore fermezza, da parte delle Istituzioni, nella loro azione legislativa, repressiva e di controllo sia nei confronti di quei proprietari terrieri che lasciano le proprie terre abbandonate, le quali ovviamente lasciate all’incuria non hanno alcun elemento di sicurezza, e verso un arcaico modo di concepire l’agricoltura nel quale ancora oggi si preferisce dar fuoco a sterpaglie ed erbacce anziché smaltirle correttamente”.


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