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L’Ospedale della Murgia ritorna alle attività ordinarie, dopo quasi nove mesi, sono stati infatti dimessi gli ultimi due pazienti da Malattie infettive. E’ quanto riferisce la dottoressa Annalisa Altomare, della Direzione medica.  “Nessun paziente ricoverato è affetto da Sars Cov-2”, ha dichiarato in particolare Altomare.

Si tratta, di fatto, del primo “passo verso il completo ritorno alla normalità” di un ospedale che, da ottobre ad oggi, ha affrontato una durissima prova: 761 ricoveri di pazienti Covid positivi, di cui circa il 20 per cento (135 pazienti) trattato in Rianimazione, per un totale di 12.446 giornate di degenza. Un “cambio di pelle” radicale per un presidio di medie dimensioni che, seguendo l’evoluzione dei contagi, è arrivato ad attivare oltre 80 posti letto tutti dedicati all’assistenza dei Covid positivi. Pazienti gestiti nel reparto Covid di Malattie infettive (40 posti letto) e nelle aree di degenza di terapia Subintensiva (20 posti) e di Rianimazione (16 posti), oltre che nei 20 posti letto di Astanteria Pronto Soccorso, allestiti per l’accoglienza e la prima assistenza.

“Sento doveroso – ha proseguito Altomare – esprimere sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno generosamente e lealmente profuso impegno professionale, sensibilità, coraggio e sacrificio nel prendersi cura dei pazienti toccati dall’emergenza pandemica. Ricordiamo i loro volti”. Preziose si sono rivelate le caratteristiche dell’Ospedale di Altamura. E’ infatti un edificio moderno, versatile, con dettagli strutturali e disponibilità di spazi che hanno consentito la creazione di percorsi verticali dedicati e sicuri, garantendo una netta separazione dei flussi di pazienti Covid e non Covid all’interno del presidio. L’Area Covid è stata poi dotata di risorse umane adeguate, con l’arrivo in organico di medici specialisti infettivologi, pneumologi e anestesisti-rianimatori, oltre a un numero congruo di infermieri e operatori socio sanitari.

“L’Ospedale della Murgia – ha dichiarato invece il Direttore Generale ASL Bari, Antonio Sanguedolce – è stato il nostro primo presidio ad entrare nella Rete ospedaliera Covid, assicurando non solo la realizzazione di un modello organizzativo capace di rendere la struttura funzionale al contrasto della pandemia, ma anche di restare comunque un punto di riferimento per una vasta area e ora, grazie ad una rapidissima riconversione, di riaprire i reparti alle attività sanitarie ordinarie. Dobbiamo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari impegnati anche in questo ospedale nella lotta al Covid, dando prova di grande attaccamento al proprio lavoro, in un momento in cui il fattore umano si è dimostrato fondamentale nel garantire la migliore assistenza sanitaria possibile alla comunità” – ha concluso.


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