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Forse qualcuno ha gettato il corpo nella lama, sotto l’argine del canalone, tra Pane e pomodoro e Torre Quetta. Su questo si stanno orientando gli investigatori dopo il ritrovamento, il 2 gennaio scorso, di resti umani.

Lo scheletro apparterebbe ad un uomo adulto di età stimata compresa tra 50 e 70 anni, deceduto almeno nell’ultimo decennio e non sarebbe riconducibile alle due persone scomparse da anni sulle quali si era concentrata l’attenzione di inquirenti e medici: Antonio Loconsole, 72enne scomparso da Poggiofranco nell’agosto 2006 e Gaetano Addante, 60enne di Capurso scomparso nell’ottobre 2019, gli unici due dell’elenco delle persone scomparse.

Ora si procederà all’analisi del dna e degli effetti personali trovati con lo scheletro: una maglia bianca, una sciarpa e una coperta. Non si conosce al momento neanche la causa della morte: sui resti non ci sarebbero lesioni comparabili a colpi da arma da fuoco o tagli. Sul caso la Procura di Bari ha aperto una indagine coordinata dal pm Michele Ruggiero.


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