lapugliativaccina.regione.puglia.it

Per il Bari è tempo di tornare in campo dopo la lunga sosta invernale. Sabato al San Nicola sarà di scena il Parma di Gigi Buffon (fischio d’inizio alle ore 14). Per anticipare e analizzare i temi di questo big match del campionato di B, ci siamo rivolti ad un ‘doppio ex’ davvero speciale: Francesco ‘Checco’ Palmieri, barese doc ma anche ex calciatore del Bari ed ex responsabile del settore giovanile del Parma. Palmieri si è concesso a un’intervista in esclusiva a Borderline24.com per raccontare la sua carriera, il suo passato in Puglia ed Emilia, senza tralasciare i temi caldi in casa Bari.

Buongiorno Checco. Attualmente lavora nel Sassuolo come responsabile del settore giovanile. Come sta andando la stagione? Il Sassuolo sforna tanti giovani talenti.

“La stagione sta andando come tutte le altre, si lavora per far crescere i ragazzi. Quest’anno ci siamo levati una grande soddisfazione e mi riferisco all’esordio in serie A di Luca D’Andrea, un classe 2004 molto promettente. Ma ci sono tanti altri ragazzi in giro per l’Italia e che stanno crescendo.”

E il ds del Bari Ciro Polito è interessato a qualche vostra giovane promessa?

“Polito chiede sempre  calciatori perchè è bravo e sveglio. A Bari sta facendo un grande lavoro, ma è chiaro che ci sono tante componenti da valutare. Ciro è un caro amico e sa fare alla grande il suo mestiere. Per lui parlano i risultati del Bari negli ultimi due anni. Ma anche per Mignani parlano i fatti. È una coppia vincente che ha ricreato entusiasmo. Ero al San Nicola per la gara Bari Genoa ed è stato un spettacolo molto suggestivo”.

Svolge il ruolo di responsabile dei settori giovanili da diversi anni. Quali devono essere le basi per poter costruire un florido vivaio?

“Qui al Sassuolo siamo fortunati perché abbiamo una grande proprietà che crede nel lavoro sui giovani. Sassuolo è una cittadina piccola ed è difficile trovare talenti nel territorio. Se si vuol fare un grande lavoro nel settore giovanile ci vuole tanta passione, del tempo e deve esserci una proprietà in grado d’investire nel vivaio.”

Una società che vuol far crescere il proprio settore giovanile, non può privarsi dei migliori talenti come accade a Bari. Diversi i giovani calciatori passati dal settore giovanile del Bari a quello del Napoli.

“È sempre difficile commentare quello che accade in casa d’altri. Bari è casa mia, ci vive la mia famiglia, ma è arduo dare un giudizio da lontano. Di sicuro, qualche volta, dei sacrifici vanno fatti e questo accade anche nei grossi club. Forse a Bari, in questo momento, ci vuole del tempo per poter porre le basi per un certo tipo di lavoro.”

Facciamo un deciso passo indietro e parliamo della sua carriera da calciatore. Una carriera ricca di soddisfazioni. Quale il punto più alto e quale il rammarico più grande?

“L’unico rammarico è quello d’essere arrivato tardi nel calcio che conta, ma potevo anche non arrivarci. Dal campionato di promozione mi sono ritrovato a Bologna in serie B. Ho fatto tutti i ruoli, anche il terzino in C2. Sono arrivato a giocare a 30 anni in serie A. Mi sono levato le mie soddisfazioni e non devo dire grazie a nessuno.”

Lei è nato a Bari, è cresciuto nelle giovanili del Bari, ma il club biancorosso non credette in lei…

“Ho trascorso tre anni nel settore giovanile del Bari, ma sono anni da dimenticare. Avevamo un gruppo forte, c’erano tanti compagni che erano più avanti di me dal punto di vista fisico. Il Bari mi ha lasciato andare al Noicattaro insieme ad Angelo Carbone. Poi, alla fine, siamo stati gli unici due che sono diventati calciatori professionisti.”

Ha chiuso la carriera da calciatore a Bari: 39 presenze e 8 reti dal 2001 al 2003. Che ricordi ha di quel periodo? Non poteva chiudere la sua carriera senza vestire il biancorosso.

“Ho voluto con tutte le forze tornare a giocare a Bari e devo ringraziare il presidente Vincenzo Matarrese e Carlo Regalia. Avevo 33 anni e il Bari era l’unica squadra che mi interessava, altrimenti sarei rimasto a Piacenza in serie A. Al mio agente comunicai la mia ferma volontà di volermi trasferire solo al Bari. È stata una grande soddisfazione poter chiudere la carriera nella squadra della mia città. Il primo anno mi sono divertito poi sono subentrati problemi fisici. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo ho iniziato a lavorare come team manager anche se, in realtà, facevo il collaboratore di Regalia.”

Se parliamo del periodo barese, non possiamo non menzionare una partita: Bari Lecce del 13 ottobre 2002. Bari in svantaggio sino al 90°, poi…

“Poi pareggiamo grazie a una rete di Gigi Anaclerio su mio assist. Gigi Anaclerio è uno di quei ragazzi che poteva fare molto di più nel mondo del calcio. Aveva grandi doti e non ha fatto quello che tutti si aspettavano. Un vero peccato. Ma in quel Bari c’erano tanti ragazzi forti: penso a D’agostino, Valdes, Sibilano o Ingrosso.”

Era il Bari di Perotti (poi sostituito da Tardelli). Non un bel periodo per la piazza barese reduce dalla retrocessione dalla A due stagioni prima.

“Dopo una settimana dal mio arrivo, venne esonerato Lello Sciannimanico, un vero peccato. Se avesse avuto più tempo avrebbe fatto bene. Con Perotti facemmo una buona stagione, ma avemmo un avvio difficoltoso.”

E veniamo al Bari dei giorni nostri.  La squadra di Mignani ha concluso il girone d’andata al quarto posto. Sorpreso?

“Il quarto posto è indubbiamente un ottimo risultato. Il Bari ha una buona intelaiatura già dallo scorso anno, hanno giocatori di valore oltre a un pubblico che trasmette grande passione.”

Cosa dovrà fare la squadra biancorossa per restare nelle zone alte della classifica?

“Il campionato è ancora lungo e in primavera ci sarà da lottare. Devono insistere ed essere compatti. Hanno un tecnico bravo come Mignani che conosco. Credo che il Bari se la giocherà sino in fondo con tutti.”

Siamo in pieno calciomercato. Il Ds Polito si sta concentrando sulle uscite, di cosa ha bisogno questo Bari per rinforzarsi?

“Non so cosa si inventerà Polito in questo calciomercato. La squadra non ha carenze evidenti ed è già competitiva. Poi, se ci sarà da puntellare qualcosa, la società non si tirerà indietro.”

Bari che potrebbe privarsi di Cheddira e Caprile, molto probabilmente a fine stagione. Entrambi i calciatori potrebbero finire al Napoli, altro club dei De Laurentiis.

“Caprile è un portiere forte: insieme al nostro Turati che è al Frosinone, sono i portieri giovani più forti della B. Cheddira è migliorato tantissimo rispetto allo scorso anno, è un toro. Credo che in questo momento il Napoli non stia pensando a loro due. Magari se ne parlerà a giugno, ma ora non si muovono. Ma è una mia idea.”

Sabato c’è Bari Parma. Una sfida che promette spettacolo, anche alla luce dell’ottima prestazione in Coppa Italia di Buffon e compagni. Quali le insidie di questa gara per il Bari?

“Sarà una bella partita perché anche il Parma è una squadra di qualità. Ma il Bari è capace di tutto.”

Anche a Parma ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile. Come valuta quell’esperienza con la società ducale?

“A Parma ho trascorso otto anni meravigliosi. Abbiamo lanciato tanti ragazzi, costruendo un impero sotto il punto di vista tecnico.”

 


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui