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Scatta la rivolta dei tifosi contro i De Laurentiis: lanciata una petizione alla Figc. “Liberate Bari e i baresi”

Una raccolta firme per 'salvare' la squadra bianco rossa dalla multiproprietà

Pubblicato da: redazione | Lun, 25 Maggio 2026 - 10:39
foto ssc bari

La pazienza della piazza calcistica barese sembra ormai giunta al punto di rottura. La frustrazione accumulata in anni di bocconi amari e ambizioni soffocate è esplosa in queste ore in una mobilitazione popolare. Attraverso il lancio di una petizione formale indirizzata ai vertici del calcio italiano, la tifoseria organizzata e i cittadini baresi hanno deciso di unire le forze per dire definitivamente basta alla gestione della famiglia De Laurentiis, invocando una vera e propria liberazione del club biancorosso. La raccolta firme, che sta raccogliendo centinaia di adesioni, fotografa l’amarezza di una città intera, stanca di assistere al blocco strutturale del proprio potenziale sportivo.

Sotto accusa c’è il controverso meccanismo della multiproprietà. Da quando la famiglia De Laurentiis ha preso le redini della società, l’ambiente contesta una gestione tesa a confinare il Bari in un ruolo subalterno, una ferita aperta dai passati anni trascorsi in Serie C e alimentata da uscite pubbliche in cui il capoluogo pugliese è stato definito, senza troppi giri di parole, come una “seconda squadra del Napoli”. Le richieste della piazza sono chiare e chiamano direttamente in causa la governance del pallone nazionale. I promotori della petizione chiedono un intervento ispettivo e normativo urgente da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC). L’obiettivo politico è porre fine a un cortocircuito regolamentare che, per via del divieto di avere due club dello stesso proprietario nella medesima categoria, impedisce di fatto al Bari di programmare concretamente la scalata verso la Serie A e le competizioni europee, traguardi che una piazza con la storia e il bacino d’utenza di Bari meriterebbe di diritto. “Bari deve essere liberata da questa proprietà attuale affinché possa finalmente risorgere”, si legge nel manifesto della protesta. Non si tratta soltanto di una contestazione legata ai risultati sul campo, ma di una rivendicazione di rispetto e dignità territoriale contro una gestione considerata calcisticamente coloniale. La “call to action” finale è un appello all’orgoglio della città: l’invito a firmare in massa per dimostrare a istituzioni e investitori che la Bari sportiva è pronta a voltare pagina e a sostenere un progetto imprenditoriale indipendente, ambizioso e finalmente slegato dalle sorti del club partenopeo. La raccolta firme è su change.org.

foto ssc bari

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