Sopralluoghi notturni in strada per incontrare da vicino uomini e donne senza dimora che vivono nelle aree più fragili della città. A raccontarlo, con un post pubblicato sui social, è l’assessore alla Giustizia, al Benessere Sociale e ai Diritti Civili del Comune di Bari Michelangelo Cavone, che nelle scorse ore ha partecipato alle attività delle Unità di Strada del Caps lungo corso Italia.
“Dietro ogni situazione c’è una storia di fragilità diversa”, scrive Cavone, spiegando come molte persone siano già seguite dal servizio di Pronto intervento sociale e dal lavoro dei volontari dell’associazione In.Con.Tra. L’assessore sottolinea la complessità dei percorsi di assistenza e inclusione sociale: “Alcuni percorsi richiedono tempo per costruire fiducia, creare una relazione e accompagnare una persona ad accettare una forma di aiuto”.
Nei prossimi giorni i sopralluoghi proseguiranno anche nelle strutture di accoglienza cittadine che, secondo quanto riferito da Cavone, ospitano oggi circa 500 persone senza dimora e in difficoltà. L’obiettivo sarà quello di verificare “che le condizioni di accoglienza e dignità siano sempre garantite”. L’assessore annuncia inoltre incontri con tutti i soggetti coinvolti nella presa in carico delle persone fragili: dai servizi sanitari al Centro di salute mentale, fino alle unità di strada e alla Prefettura. “Nessuno può affrontare una sfida così complessa da solo”, evidenzia.
Nel post, Cavone ribadisce che non esistono “soluzioni semplici e immediate” e richiama la necessità di rafforzare il lavoro di rete, non solo nell’emergenza ma anche nella prevenzione e nella costruzione di percorsi di autonomia sociale e lavorativa. “La risposta non può essere solo aumentare posti letto – scrive – ma creare le condizioni per lavorare meglio sull’autonomia di vita e lavorativa, e quindi sulla salute mentale e sull’autoefficacia”. Infine il ringraziamento rivolto agli operatori e ai volontari impegnati quotidianamente accanto alle persone più vulnerabili: “Entrano con rispetto nelle vite delle persone più fragili, senza lasciare mai nessuno solo davanti al proprio dolore”.
Foto Facebook