L’ondata di caldo che sta investendo la Puglia rischia di avere pesanti ripercussioni anche sul commercio ambulante. A lanciare l’allarme è CasAmbulanti-UniPuglia, che denuncia un crollo delle vendite nei mercati scoperti e chiede ai Comuni, a partire da Bari, di estendere il piano di distribuzione dell’acqua anche alle aree mercatali. Secondo il presidente dell’associazione, Savino Montaruli, nell’ultima settimana le vendite avrebbero registrato una flessione che sfiora il 50%, complice il forte aumento delle temperature e il conseguente calo dell’afflusso di clienti.
“Il forte caldo sta avendo un impatto devastante sui mercati – afferma Montaruli –. Non assistiamo soltanto a un deciso calo delle vendite, ma anche a una significativa diminuzione dei frequentatori dei mercati all’aperto. Per gli oltre 15mila operatori ambulanti pugliesi questo rappresenta un ulteriore problema che si aggiunge ai rincari, in particolare a quelli legati al costo del gasolio”. Il sindacato evidenzia inoltre come molti mercati siano stati collocati in aree prive di alberature o di adeguati ripari dal sole, rendendo ancora più difficile il lavoro degli operatori e la permanenza dei cittadini durante le ore più calde della giornata.
Alla luce del bollino rosso diramato dal Ministero della Salute per Bari e delle temperature percepite superiori ai 35 gradi, CasAmbulanti-UniPuglia rivolge un appello al sindaco Vito Leccese affinché il Piano caldo comunale venga esteso anche ai mercati scoperti. “Inserire le aree mercatali tra i punti di distribuzione delle bottigliette d’acqua rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso le persone più esposte alle ondate di calore, a partire dagli anziani che frequentano i mercati e dagli stessi ambulanti”, prosegue Montaruli. L’associazione si dice disponibile a collaborare gratuitamente con l’amministrazione comunale nell’ambito delle attività del Pronto Intervento Sociale e rivolge lo stesso invito anche agli altri sindaci pugliesi, chiedendo iniziative analoghe per tutelare operatori e cittadini durante l’emergenza caldo.
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