Il mondo del giornalismo, della televisione e della cultura pugliese piange la scomparsa di Miki de Ruvo. Figura poliedrica e instancabile, de Ruvo ha segnato un’epoca dell’emittenza locale e nazionale, riversando per oltre 35 anni la medesima, viscerale passione nell’impegno politico, sociale e culturale. A tratteggiare un ritratto intimo e doloroso sono i familiari, amici ma anche colleghi che con lui hanno condiviso gli esordi della televisione vera, notte dopo notte, tra redazione e regia.
Direttore generale di testata a Telebari, de Ruvo ha successivamente guidato emittenti interregionali e satellitari, mantenendo sempre intatta una visione acuta e una preparazione profonda che gli permetteva di raccontare il mondo a 360 gradi. Metà dottore in Giurisprudenza e metà poeta, de Ruvo è stato anche un grande uomo di teatro. Quarant’anni fa, da presidente del Consorzio Teatrale, portò gli spettacoli ovunque, fino al palcoscenico del Sistina a Roma con il musical “Androidi”, guadagnandosi la stima di critici musicali del calibro di Ernesto Assante. Legato da un’amicizia fraterna a Giorgio Albertazzi, riuscì a convincere il celebre attore a recitare i testi su Federico II proprio tra le pietre della Murgia, a Castel del Monte, fondendo la storia con l’arte.”Miki era troppo grande per essere misurato in euro”, scrive un collega nel suo addio, ricordando il maestro che insegnava il rispetto per il pubblico e l’uomo umano che trovava sempre una parola gentile per tutti. “Ciao Miki, hai tanto sofferto in quest’ultimi anni di vita ma sei stato un grande e tale rimarrai, per sempre, nei ricordi di tutti noi amici e conoscenti”.
Anche il sindaco di Bari Vito Leccese ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale e dell’intera città per la scomparsa del giornalista Miki De Ruvo.
“Ci ha lasciato Miki De Ruvo. Oggi Bari perde una delle voci più appassionate e autentiche del giornalismo cittadino. Dal teatro agli schermi di Telebari, Antenna Sud e PugliaTV, Miki ha dedicato l’intera vita alla convinzione che raccontare il territorio, la cronaca locale e le storie di questa terra fosse una missione profonda e necessaria, mai un giornalismo minore.
È stato giornalista, direttore, editore e instancabile organizzatore. Uno di quegli operatori della comunicazione capaci di fare tantissimo anche con pochi mezzi, moltiplicando la forza delle idee con spirito energico e determinazione. Ha vissuto gran parte della vita che amava in tutte le sue dimensioni con l’entusiasmo delle continue ripartenze.
Bari perde un professionista generoso, che ha interpretato il mestiere del giornalista con passione, carattere e uno sguardo sempre fuori dagli schemi, forzando talvolta le convenzioni pur di trasformare un’intuizione in un progetto concreto. Un protagonista della vita cittadina, capace di lasciare un segno nel panorama dell’informazione locale e nella comunità che ha raccontato per tutta la vita.
Ai suoi familiari, ai colleghi, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene e condiviso con lui un tratto di strada va l’abbraccio profondo e il cordoglio dell’intera città”.