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BARI – Salgono a due le vittime dell’influenza in Puglia. Dopo il decesso di una donna di 58 anni di Tricase, avvenuto lo scorso gennaio, al Policlinico di Bari si è registrato il secondo episodio. Un 65enne, residente nella provincia barese e non vaccinato, è morto dopo quasi due settimane di ricovero. Le analisi svolte dal laboratorio regionale di Epidemiologia molecolare hanno accertato che l’uomo era stato colpito da influenza A “non tipizzabile per bassa carica virale”, si legge nel report ufficiale. Il 65enne era stato ricoverato lo scorso 20 gennaio nel reparto di Pneumologia del Policlinico per una insufficienza respiratoria. Sottoposto agli accertamenti è emerso che era affetto da diabete mellito e ipertensione, quindi un soggetto ritenuto a rischio. Le sue condizioni di salute sono peggiorate con il passare dei giorni, tanto che il 29 gennaio è stato necessario il trasferimento in Rianimazione per sottoporlo alla ventilazione meccanica assistita. Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, la scorsa settimana il suo cuore ha smesso di battere. Salgono, così, a due i decessi provocati dall’influenza, anche se – ad oggi – il numero di pugliesi contagiati è molto basso. L’incidenza calcolata dall’Osservatorio epidemiologico, sulla scorta dei dati consegnati dai 152 medici di base “sentinella”, è del 2 per mille, contro l’8 per mille di un anno fa. Attualmente i pugliesi alle prese con l’influenza sono 27.112: “Diversamente dal contesto nazionale – scrive nel report la professoressa Cinzia Germinario, direttore scientifico dell’Osservatorio – in Puglia l’attività dei virus influenzali si è mantenuta ai livelli di base”.  La fascia d’età più colpita è quella dei bimbi dai 0 a 4 anni (4 per mille della popolazione), a seguire gli adolescenti dai 5 ai 14 anni (1,3 per mille), poi i ragazzi dai 15 ai 24 anni (3 per mille) e gli adulti dai 25 ai 44 anni (1,8 per mille). Il virus è meno diffuso tra gli over64 (0,5 per mille) e non è una semplice casualità: la campagna di vaccinazione gratuita ha riguardato soprattutto questo segmento della popolazione pugliese. Il peggio, però, deve ancora arrivare: i medici ipotizzano che già in questi giorni aumenteranno notevolmente i casi di contagio, il picco dovrebbe essere toccato a fine febbraio.


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