BARI – Dopo la conferma da parte del rettore Antonio Uricchio riguardo al convegno che si terrà domani pomeriggio, alla presenza di Mario Adinolfi, ideatore del Family Day, gli studenti si dividono.  “L’Università – commenta Carlo De Matteis, consigliere di amministrazione della coalizione Up –  deve essere sì luogo di cultura, ma cultura significa integrazione, divulgazione, dibattito e confronto. La richiesta (dell’associazione Link ndr) di sospendere l’evento sarebbe stata una mera censura per mancanza di condivisione delle tematiche e delle proposte che emergeranno dal convegno. Ma l’Università, fermo restando l’obbligo morale e pratico a vigilare su qualsivoglia ideologia proposta, deve avere il ruolo di centro e cuore del dibattito e del confronto”. De Matteis afferma che  “sarebbe stato ben più utile chiedere un question time per confrontarsi con i relatori del convegno, piuttosto che chiedere di impedire che esso si tenesse”. E aggiunge:  “Sebbene in molti condividano le tematiche opposte rispetto a quelle proposte durante il ‘Family Day, è giusto rispettare l’opinione contraria alla propria. La democrazia si basa su questo semplice principio e l’Universitá ne è esempio sovrano. Censurare un evento sarebbe stato un gravissimo errore, il segnale di confronto che invece spero ne emerga rappresenterebbe un significativo risultato. Tutti noi dobbiamo impegnarci affinché gli studenti si sentano coinvolti a intervenire, a chiedersi sempre il perché delle cose, non solo a dire di no quando la si pensa in maniera diversa”. La coalizione Up propone per il futuro di organizzare eventi esclusivamente richiesti da componenti universitari e non da comitati esterni, “per evitare  fraintendimenti su questioni come questa”.

Bif&st 2019 Bari
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