BARI – Scienze della Formazione senza aule. Dopo la chiusura delle sedi (in affitto) in via De Rossi e via Quintino Sella, gli studenti si sono ritrovati, già dal primo semestre, senza spazi. Da settembre sono stati distribuiti in diverse aule dell’Ateneo, anche recuperate all’ultimo momento come il salone degli appalti al piano terra.

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Per il secondo semestre (le lezioni partiranno da marzo) il dipartimento non ci sta a replicare gli stessi disagi e ha chiesto al rettore Antonio Uricchio e agli organi di governo di mettersi subito in azione per recuperare gli spazi.

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La coalizione Up ha quindi inviato una nota al rettore. Per chiedere un rapido intervento. Servono sei aule, oltre a quelle già in uso al terzo piano del palazzo Ateneo. “Chiediamo – scrivono i rappresentanti di Up in una nota – che siano rintracciate, nel più breve tempo possibile e grazie a fruttuosa collaborazione da parte dei direttori di dipartimento, aule didattiche adeguate a rispondere alle esigenze di Scienze della Formazione”. I ragazzi chiedono anche l’attivazione del software Easy Academy che serve proprio a distribuire gli spazi in maniera più equa, in base alle reali esigenze di ciascun dipartimento. “L’attuale situazione di precarietà logistica – prosegue la nota –  non permette l’ordinaria organizzazione e programmazione, il che rischia, per l’ennesima volta, di ricadere negativamente sulla qualità e la programmazione dell’attività didattica”.

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“È difficile comprendere – aggiunge Carlo De Matteis, rappresentante in cda per Up –  come, a un anno dalla segnalazione originaria, ci si ritrovi ancora nella medesima situazione. Io per primo ho sollevato in consiglio di amministrazione la questione più volte, analizzando la problematica e rintracciando nell’adozione del software Easy l’adeguata soluzione. Tutti gli step sono stati completati, eppure nonostante le rassicurazioni, siamo ancora al punto di partenza.  Chiediamo rispetto per i nostri colleghi e, soprattutto, una soluzione definitiva, che metta a frutto le enormi potenzialità del campus Murattiano e sia da esempio per gli altri plessi del nostro Ateneo. Non c’è più tempo – conclude –  all’alba del secondo semestre, per tracciare confini immaginari tra ciò che è tuo e ciò che è mio”.

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