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Francesco Susca
Francesco Susca
\r\n\r\nBARI – Francesco Susca è nel mondo delle discoteche da oltre vent’anni. A Bari è stato gestore di numerosi locali, tra i quali il Bolina e l’ultimo, l’H25, chiuso in seguito ad una sparatoria. È stato proprio quest’ultimo episodio che lo ha spinto a chiudere con Bari e a puntare sul Salento o su altre parti di Italia e di Europa.\r\n\r\nCome mai a Bari non ci sono più le discoteche?\r\n\r\n”Innanzitutto questo è un fenomeno generalizzato. Nel senso che è cambiato il concetto di divertimento. Oggi i club e le discoteche sono stati sostituiti da forme diverse di entertainment: i più giovani preferiscono partecipare ai grandi eventi. Gli over 30 optano per i locali lounge, dove si mangia bene anche a poco prezzo e si ascolta una buona musica. A Matera ho aperto proprio un locale su questo modello”.\r\n\r\nLei ha chiuso l’h25 dopo la sparatoria del 2011. E ha deciso di puntare su altre zone, come il Salento. Come mai?\r\n\r\n”A Bari le discoteche hanno subito un grave colpo a causa della microcriminalità che è dilagata. Le forze dell’ordine la combattono, ma non ci sono formule giuridiche che consentano ad esempio di non fare entrare alcune persone nei locali. Per quanto noi imprenditori possiamo impegnarci a controllare gli accessi, il fenomeno a Bari è inserito profondamente nel contesto sociale”.\r\n\r\nCosa vuol dire gestire quindi una discoteca a Bari?\r\n\r\n”Io sono nel settore da oltre vent’anni. Tra i miei locali c’erano il Bolina e l’h25. Quest’ultimo era un club molto innovativo, facevamo musica cinque giorni a settimana. E mi sono reso conto quanto era difficile tutelare noi imprenditori ma soprattutto i ragazzi. Proprio a causa dei fenomeni di microcriminalità”.\r\n\r\nPer questo si è spostato nel Salento?\r\n\r\n”Si, a Gallipoli stiamo lavorando in sinergia con istituzioni e forze dell’ordine proprio per garantire la sicurezza. Qui a Bari le forze dell’ordine lavorano benissimo, ma sono da sole. Bisogna essere più uniti. Io non ho intenzione di aprire, così come stanno le cose, locali a Bari perché è troppo rischioso: non manderei i miei figli a rischiare la vita”.\r\n\r\nMa c’è una speranza per Bari?\r\n\r\n”Si, ma bisogna ricostruire la città dalle fondamenta. Nessuno deve girare la testa dall’altro lato: tutti, i politici, le istituzioni, gli imprenditori e le forze dell’ordine devono collaborare insieme”.\r\n\r\n 


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