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Era la sala del peccato. A luci rosse. E anche un po’ della solitudine. Delle “maschiate” dei militari, degli addii al celibato. O delle scoperte di universi femminili (visivi) ignoti. Il cinema Marilon era in via Ettore Carafa. Ora lo spazio della sala è adibito ad uso commerciale, ma ha ospitato per quasi vent’anni proiezioni xxx, film piccanti, più o meno vietati dall’Italia moralista a targhe alterne del pentapartito negli anni ottanta. Lì arrivavano le ultime pellicole di Moana Pozzi o di Cicciolina, di Ramba o di Marina Frajese (la fu moglie del celebre giornalista del Tg1). In origine ospitò anche spettacoli musicali, poi la svolta porno…

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$_35Il genere hot ormai è in disuso nelle sale, soppiantato dal web. E così il Marilon – nome che voleva offrire l’abbreviazione di Maria Lonigro, figlia del proprietario della sala – resta un luogo immaginario del passato, icona di una Bari spensierata e anche un po’ sempliciotta, che accorreva al cinema proibito dopo aver consultato con nonchalance la pagina dei cinema della Gazzetta, alla ricerca della locandina con titoli maliziosi (la fantasia dei produttori colpiva e travisava l’innocenza di Biancaneve, Cenerentola, Minnie…) e donne semivestite a corredo.

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Alberto Selvaggi, firma de La Gazzetta del Mezzogiorno, racconta così il mood del tempo dei frequentatori del Marilon, fornendo una ironica e allo stesso tempo caustica narrazione del tempo che fu:

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“E che dire del Marilon, primo cinema porno di Bari? «Lu Marilone» al principio rifilò Mazinga e pellicole sconsolate. Ma presto elargì una sana educazione sentimentale agli 800 onanistici paganti. Si raggiungeva via Carafa con il bavero alzato: in piazza Giulio Cesare alle 21 sbarcavano dai bus i provinciali, panzerotto al Nautilus prima dell’ultimo spettacolo, ore 22 spaccate. Al «Marilòn» nessuno ti chiedeva se avevi 18 anni: bastava munirsi di tute antibatteriche e sedersi sulle poltrone mirabilmente macchiettate di essudati.

\r\nMarina Frajese, Karin Schubert, Vanessa Del Rio, con la chiusura del Marilon negli Ottanta, degnamente supportato dal King in estate, cedettero il passo alle varie Jessica Rizzo, Animalia, Vampirella, Milly d’Abbraccio (non sfoggio che una briciola del mio sapere per non umiliarvi) nel Salottino magro. E adesso che anche questo è ridotto a teatro, cari fratelli miei mummificati, non ci resta che menarci nella fossa dei dimenticati”.\r\n

Un elenco dei cinema della Bari di una volta (da uno studio di Ester Bonsante)

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Bari, Cinema Cavour, via Cognetti angolo via Bozzi

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Bari, Cinema Popolare, corso Cavour, 69-71\r\nBari, Arena Eden, corso Cavour

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Bari, Cinema Adriatico, corso Benedetto Croce (ex corso Sicilia, 325)

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Bari, Cinema Arena Enotria, piazza Aldo Moro (ex via Martiri Fascisti)

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Bari, Cinema Arena Impero, corso Sonnino, 25\r\nBari, Cinema Arena Italia, Lungomare Nazario Sauro, 45

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Bari, Cinema Sociale (detto Monopolio di Stato), via Nicolai, 268

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Bari, Cinema Umberto, via Sparano 123/125\r\nBari, Cinema Umberto, piazza Umberto angolo via Niccolò dell’Arca

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Bari, Cinema-teatro Mondiale, via San Benedetto, 25

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Bari, Cinematografo Lux, via Calefati, 38\r\nBari, Cinematografo parlante, via Sparano\r\nBari, Sala Italia, corso Cavour\r\nBari, Sala Iride, via Argiro, 20/22 angolo via Piccinni\r\nBari, Cinema Marilon, via Ettore Carafa (ex via Trani), 61\r\nBari, Cinema Pro mutilati (ex Savoia), corso Cavour angolo via Putignani

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Bari, Cinema Savoia, corso Benedetto Croce (ex via XXVIII Ottobre, 241)

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Bari, Supercinema, via Ravanas

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Bari, Arena Valentino, via Municipio 76/A

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Bari Palese, Cinema, via Garibaldi

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