BARI – Immerso nella cornice del Bif&st, arrivato al suo penultimo giorno, Sergio Rubini è intervenuto per omaggiare Marcello Mastroianni. Subito dopo la prioezione del suo film La Stazione, Rubini ha dialogato sui grandi maestri del cinema italiano, sullo stato dell’industria filmica, sui suoi prossimi progetti.\r\n\r\nL’autore, regista, attore ha ricordato Marcello Mastroianni per la sua attitudine alla vita: “Si prendeva il gusto di non mettere bocca, lasciava che le cose accadessero e si abbandonava ad esse”. Preso com’era dalla frenesia del mestiere attoriale, il giovane Rubini non riusciva a capacitarsene, ammette l’attore. Col tempo ha però imparato ad apprezzare questa qualità.\r\n\r\nAllo stesso tempo, ha imparato a capire il rapporto d’amore di Mastroianni col teatro, una passione di cui discuteva spesso con Fellini. Del maestro ha elogiato lo sguardo pratico e quella sua poetica da provinciale, due tratti che li accomunano nel fare cinema. Eppure il cinema italiano, nonostante i talenti giovanissimi è in crisi, dice Rubini. Ma non tutto è perduto perchè la “crisi significa cambiamento, e alimenta l’industria culturale”.\r\n\r\nInfine l’attore ha parlato dei suoi progetti futuri, della collaborazione costante con la compagna Carla Cavalluzzi e del film a cui sta lavorando Veronesi. Ha poi parlato del suo impegno presente e futuro in teatro. In un momento di difficoltà della produzione culturale che premia la sensazione piuttosto che il talento, l’impegno cinematografico instancabile di Sergio Rubini appaiono come una piacevole eccezione, per la Puglia e l’Italia intera.

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