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Nel variegato mondo delle cover band baresi, c’è anche chi preferisce “omaggiare” i propri artisti preferiti, lasciando qualcosa di personale nell’interpretare un altro cantante. Per poter raccontare anche questo fenomeno abbiamo intervistato Pier Dragone, cantautore partito dai locali baresi e arrivato a suonare su palchi internazionali, proponendo oltre a sue canzoni anche una serie di progetti cover. L’ultimo è “P.D.F”, tributo al trio di cantautori italiani Max Gazzé, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi, che recentemente hanno inciso un disco insieme, “Il padrone della festa”.\r\n\r\nPier Dragone perché preferisci parlare di “omaggio” e non di cover quando interpreti brani di altri autori?\r\n\r\nIo ho iniziato la mia carriera musicale alla fine degli anni 90, quando le cover band in Italia erano poche e si concentravano su grossi nomi internazionali. Più che concerti, erano dei veri e propri show, in cui si soffermavano nel riprodurre non solo la voce del cantante, ma anche particolari quali acconciature e vestiti. Io volevo fare qualcosa di diverso, non imitarli, ma interpretarli, senza concentrarmi solo su grossi nomi internazionali. Credo sia fondamentale lasciare qualcosa di sé quando si interpreta una canzone, poi è chiaro che nell’interpretazione viene automaticamente replicato qualcosa dell’artista che interpreta, è un processo inconscio.\r\n\r\nCome scegli gli artisti a cui rendere omaggio?\r\n\r\nNon c’è un criterio preciso. Cerco di produrre cover di artisti che ritengo di grande caratura musicale, ma che non fanno parte del panorama musicale “mainstream”, almeno nell’epoca in cui li propongo. Il mio primo omaggio è stato nel 2002, con i “Concato Essenza”, forse quello che più nella mia carriera si è avvicinato ad una tribute band, anche se preferisco parlare di band omaggio. Ci divertivamo ad interpretare le musiche di Fabio Concato. D’altronde io penso che il tributo è un qualcosa che si deve ad una persona, un omaggio è invece un qualcosa che si sceglie di fare per la stima che si ha verso un artista. Poi ho fatto omaggi anche a Lucio Dalla e a De André, tutti artisti che volevo in qualche modo raccontare e far conoscere ad un pubblico più giovane. Secondo me è fondamentale un approccio culturale alla musica, bisogna insegnare ai ragazzi che la musica italiana non sono soltanto Vasco o Ligabue. Da qui l’idea di fare un omaggio a tre artisti che solo recentemente hanno inciso un album insieme e che stanno venendo sempre più apprezzati per la loro originalità e bravura.\r\n\r\nInterpretare da solo una canzone pensata per più voci. Un’impresa difficile?\r\n\r\nNon tanto. Già nel 2011 ho portato in giro per la Puglia uno spettacolo di cover di artisti italiani, “Cover live show”, e tra le canzoni che interpretavo c’erano anche brani di Gazzé, Silvestri e Fabi, oltre che di altri artisti italiani come Cremonini, Bersani e i Tiromancino. Riprendere alcuni testi interpretati da loro tre come band era una sfida complessa, ma appassionante. Anche qui ci ho messo del mio, perché artisticamente sono a metà tra i tre: rispetto a Gazzé ad esempio sono più acustico, mentre rispetto a Fabi sono più “pop”.\r\n\r\nCome nasce un omaggio?\r\n\r\nAttraverso l’ascolto. Quando ho deciso di portare sul palco le canzoni di un’artista, recupero tutta la sua discografia e l’ascolto continuamente per giorni e giorni. Studio le opere di un musicista esattamente come a scuola si studiano Leopardi o Dante, memorizzando ossessivamente i loro testi e i loro arrangiamenti. Poi provo a suonarli e l’omaggio viene fuori da solo. Eppure dalle cover si intravede sempre la mia provenienza artistica, quello che ho imparato scrivendo mie canzoni, che spesso metto in scaletta insieme agli omaggi. Ad esempio nell’omaggio a Dalla, intitolato “E Dall”,  ho lasciato intatti solo i testi dei suoi pezzi. Melodie, arrangiamenti, tutto è diventato un compromesso tra le canzoni del cantante bolognese e il mio stile musicale.\r\n\r\nHai già in cantiere una prossima cover?\r\n\r\nIn realtà no, sto ancora portando in giro per l’Italia “P.D.F. Omaggio a Fabi, De Silvestri e Gazzé”, ma in futuro mi piacerebbe riuscire a creare un progetto con le musiche di Sting e dei Police.\r\n\r\n[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=exVsTsTRy38[/youtube]


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