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Qualche mese fa, su invito di una mia amica, mi sono imbattuta in una pagina: “La ragazza con il turbante”. La prima immagine che mi è venuta in mente è stato il dipinto a olio su tela di Jan Vermeer, poi ho pensato al libro di Chevalier “La ragazza con l’orecchino di perla”, ma dopo pochi istanti mi sono accorta di avere tra le mani qualcosa di molto più prezioso. Inizio la mia lettura:\r\n\r\n“Io sono Camilla, “la ragazza con il turbante” oggi è il giorno del mio V ciclo di chemioterapia….voglio condividere, con chi avrà voglia, la mia storia…(…)Oggi sto facendo il quinto ”brindisi al veleno” di sei perché il 09/06/2015 mi hanno diagnosticato un tumore al seno di tipo duttale infiltrante metastatico.\r\n\r\nUn cancro!!!!oddio un cancro!!!”\r\n\r\nLa professione dello psicologo è una professione di aiuto. Le modalità di aiuto, di supporto, possono essere diverse, e può esserlo anche raccontare una storia, condividerla. Ed è per questo che ho deciso di raccontare questa storia, in cui tante persone potranno riconoscersi, ma tramite la quale tutti potranno sorridere! Certo, perché il filo conduttore di tutto il suo blog è la gioia, l’ironia, che fanno provare anche un po’ di invidia per questa ragazza così speciale:\r\n\r\n \r\n\r\n “Un fattore bello della chemio c’è… Niente peli per mesi, e quando dico niente intendo proprio niente!!Certo, questo comportava anche non avere un capello in testa ma diciamo che me la sono cavata bene comunque, il turbante ha fatto il suo dovere!!L’ebrezza di vivere senza peli sta svanendo (per fortuna, direi) ma non vi nego che mi ero dimenticata della cara e vecchia ceretta!”\r\n\r\nSono solo alcuni dei risvolti positivi che Camilla racconta. A partire proprio dal turbante che, da nascondino del suo cambiamento, diventa un oggetto di vanto, protezione e affetto, al punto che lei propone un tutorial per insegnare ad indossarlo! Molti si vergognano dei loro problemi, si vergognano delle loro malattie, spesso è difficile solo pronunciarle, parlarne. Lei invece ha dato un valore a questo cambiamento impostole dalla vita. Ha utilizzato una piattaforma comunicativa che le permettesse di condividere la sua storia con chiunque lo volesse, dando speranza, regalando sorrisi e forza e ricevendo affetto e vicinanza. Ha iniziato ad utilizzare Internet prendendone tutto quello che di positivo si può prendere! E quando ho chiesto a Camilla come e perché abbia deciso di iniziare a scrivere lei mi ha risposto “Mi hanno spinto diverse persone a farlo. Mi hanno detto che avrei dovuto raccontare la mia storia, il mio modo di prendere e di vivere la malattia. Sono complici diverse persone: i miei amici, il mio fidanzato e il mio oncologo che il giorno della mia prima chemioterapia mi disse di fare qualcosa, di bloccare il momento, di scrivere!! Ho deciso di farlo perché l’idea di poter aiutare anche solo strappando un sorriso a qualcuno mi riempiva il cuore di gioia e non mi aspettavo di certo tutto questo riscontro positivo… Sono rimasta senza parole!! Quando ho pubblicato il primo post, durante la mia quinta chemioterapia, i “like” e le condivisioni erano centinaia (avvenimento mai visto prima!!) ma la cosa più bella, la cosa che mi ha spinto a continuare a scrivere sono stati i messaggi delle persone che “mi avevano letto”… Mi hanno raccontato la loro storia, hanno condiviso con me la loro malattia, mi hanno ringraziato per ciò che avevo fatto e questo mi ha reso estremamente felice!!”\r\n\r\nInfondo Camilla lo racconta anche nel suo blog: “l’unica certezza che ho sempre avuto è che avevo bisogno di aiutare in qualche modo le persone, ho sempre sentito questa necessità!”. \r\n\r\nE sottoveste di infermiera (il suo lavoro) o di ragazza con il turbante sta sfamando questo suo bisogno, questa sua necessità! Perché con naturalezza aiuta a strappare sorrisi e speranze, con la capacità di trasformare tutte le debolezze in forza!\r\n\r\nL’importanza data ai piccoli gesti e la voglia non solo di ricevere cure e affetto, ma anche di darne e di prendersi cura dell’altro si percepisce in ogni sua parola. Ed è proprio per questo “scambio di cure” che il 6 dicembre, il giorno del suo 27esimo compleanno, il suo lui le ha fatto un regalo che per lei è stato “ il regalo e la sorpresa migliore che mi potesse fare”.\r\n\r\nViene chiamata “Pet-therapy”, per indicare “una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.” Ma la definizione migliore di questa terapia me l’ha data proprio lei quando mi ha detto che I cani ti amano incondizionatamente, stanno lì vicino a te in ogni momento senza giudicarti, con o senza capelli o con un turbante sulla testa… Ti aiutano in condizioni di vita “normale” figuriamoci durante il percorso della malattia!! Sono capaci di distrarti, di spostare l’attenzione e il pensiero da ciò che più ti attanaglia strappandoti ogni giorno un sorriso… Le carezze sono terapeutiche!! Filippa è una delle mie migliori terapie, quando torno a casa lei è la più felice del mondo e lo è davvero!! Insomma… Consiglio ad occhi chiusi la presenza di un cane nella vita di una persona, la consiglio sempre e comunque (potrei anche inventarmi uno slogan!!) e la consiglio ancor di più durante un percorso di questo tipo!!”\r\n\r\nLa ragazza con il turbante è questa: una ragazza che dà consigli, che pensa agli altri, che ha trovato il lato positivo della medaglia e che quando le si chiede di raccontarsi ancora di più non ha un attimo di esitazione ed è felice di farlo ed è per questo che colgo l’occasione per ringraziarla, chiudendo con una che per me è tra le sue frasi più significative:\r\n\r\n “La mia malattia è qua sempre con me, mi tiene per mano… La tengo per mano, preferisco averla come amica, preferisco darle il suo spazio nella mia vita, uno spazio che avrei preferito non dover riservare proprio a lei, ma l’ha occupato e io non posso far altro che prenotarle la sua stanza finché morte non ci separi!!”


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