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BARI – A molti ricorda il caso Fibronit: il gup del Tribunale di Bari, Marco Galesi, ha rinviato a giudizio 11 persone imputate nel procedimento nato dall’inchiesta sulla morte di sette ex lavoratori dello stabilimento Ansaldo Caldaie di Gioia del Colle, deceduti – secondo l’accusa – a causa dell’esposizione alle polveri di amianto. Al termine dell’udienza preliminare il giudice ha dichiarato la prescrizione di due imputazioni relative a fatti risalenti al 2002 e 2004 e ha disposto il processo per le altre contestazioni per i reati di omicidio colposo e disastro colposo. Gli undici imputati rinviati a giudizio sono gli ex legali rappresentanti dell’azienda, gli ex responsabili della fabbrica pugliese e gli allora medici addetti allo stabilimento. Nel processo si sono costituiti parti civili i familiari dei sette ex lavoratori deceduti dopo anni di esposizione all’amianto all’interno dell’azienda specializzata nella produzione di generatori di vapore e centro di ricerca combustione. Il processo inizierà il prossimo 30 novembre. Secondo l’accusa i decessi, gli ultimi risalenti al 2013, sarebbero stati causati dalla presenza di polveri di amianto.


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