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Il 2 giugno non può e non deve essere vissuto come una mera festività, solo come il giorno delle sfarzose parate o come una vacanza sul calendario, ma deve rappresentare un momento di riflessione da cui ripartire per recuperare il valore della ricorrenza, ovvero l’Unità di un Paese che deve essere cosciente, a cominciare dalle istituzioni, che unito e compatto, viaggiando sullo stesso binario e alla medesima velocità, da Nord a Sud, può ritrovare la strada dello sviluppo.\r\n\r\nIn un momento così delicato per il nostro Paese, abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra identità e di ritrovare il senso di valori cardine come la solidarietà e l’eguaglianza, per evitare derive estremiste che mirano a distruggere e non a costruire un futuro migliore, più solido e prospero.  Bisogna recuperare il valore della Costituzione e ricordare che c’è chi ha dato la vita per liberare il Paese dal nazifascismo. E proprio la Costituzione Italiana, in particolare l’art. 1, deve fungere da guida nel percorso di riforme sociali in questo momento storico di grave e profonda crisi, in cui tanti lavoratori hanno perso o rischiano di perdere la propria occupazione. Il diritto al lavoro deve tornare ad essere il faro che indica un percorso di progresso e di crescita, il lavoro deve tornare ad essere protagonista della vita del Paese e dell’operato di chi ha l’onere e l’onore di governarlo.\r\n\r\nIn questa straordinaria ricorrenza  ci piacerebbe ricordare Ada Del Vecchio, dirigente UIL e poi parlamentare della Repubblica, ma soprattutto donna dalla straordinaria determinazione, che in quegli anni è stata capofila della lotta per il suffragio universale, per il voto alle donne italiane, intraprendendo un percorso tortuoso e difficile, che però è valso una conquista storica per il Paese e per la democrazia.


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