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BARI – Non è una regione per giovani (lavoratori). O almeno questo è quello che si evince dagli ultimi risultati di Garanzia giovani, il programma europeo nato per combattere la disoccupazione tra gli under 30, che in Puglia è stato inaugurato a fine giugno 2014. Allo stato attuale, infatti, le Associazioni temporanee di scopo, i centri che gestiscono si occupano di far incontrare i giovani disoccupati e le aziende iscritte al programma, non hanno più fondi per avviare nuovi tirocini. E chi invece ha avuto la fortuna di trovare un’azienda disposta a stipulare un tirocinio? Si è trovato a dover aspettare diversi mesi per ricevere lo stipendio.

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I tirocini bloccati

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Insomma è un quadro a tinte chiaroscure quello che fuoriesce indagando sull’attuazione del programma in Puglia. Da un lato ci sono i numeri: 87 mila ragazzi (tra i 15 e i 29 anni e “neet”, ovvero né studenti, né lavoratori) che hanno aderito al programma, oltre 10 mila tirocini avviati e più di 9.500 giovani assunti a tempo indeterminato. Se pensiamo che a ottobre 2015 coloro che avevano avuto un contratto con il programma erano solo 4500, non possiamo non dare ragione all’assessore regionale Sebastiano Leo, che allora aveva predetto: “I numeri in Puglia cresceranno”.

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Dall’altro lato invece ci sono le problematiche di un sistema che non sembra sia stato creato per gestire così tante domande. Secondo le Ats è questo il motivo alla base del blocco dei tirocini: “Se la Regione aveva destinato fondi per 3000 tirocini e ne vengono richiesti 30 mila allora è chiaro che alla fine si accumulano ritardi nella gestione delle pratiche e nei pagamenti” raccontano dall’Ats Kronos, una delle 11 associazioni che attualmente gestiscono in Puglia i contatti tra aziende e ragazzi. Loro già da alcuni mesi non avviano più i tirocini semestrali finalizzati all’assunzione, come previsto dalla misura 5 del Programma di attuazione regionale di Garanzia giovani. “Abbiamo già fatto tanto – conclude l’impiegato della Kronos -, non possiamo fare di più, anche perché la Regione non ci ha ancora pagati per i nostri servizi”. E a quanto pare non sono gli unici.

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Dalla Regione nessuna notizia

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“Stiamo ancora attendendo che la Regione rifinanzi il programma Garanzia giovani”, raccontano dalla sede barese dell’Ats Programma e sviluppo. Speravamo in una risposta già dallo scorso Natale, invece ad oggi non ci è stato comunicato nulla. La nostra associazione non ha ancora visto un soldo da loro. Altro che secondo finanziamento, dobbiamo ricevere ancora il primo”. A dicembre del 2015 la Regione aveva proposto di riprogrammare le risorse destinate ai tirocini, passando dai 25 milioni di euro previsti all’avvio del programma a fondi per oltre 39 milioni di euro. Soldi di cui, allo stato attuale, non si hanno notizie.

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Intanto anche i dirigenti dell’Ats Programma e sviluppo sono stati costretti da diversi mesi a bloccare i tirocini con le aziende pugliesi. “Abbiamo anticipato noi – raccontano – i fondi per attivare 800 tirocini, ma è da ottobre che abbiamo smesso, non avendo più notizie dal delegato regionale che gestisce i fondi europei destinati al progetto”.

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C’è anche chi, come l’Ats Neetwork, sta provando, nonostante l’assenza di comunicazioni dalla Regione Puglia o dall’Inps, a trovare un modo per poter continuare a finanziare i tirocini. “Abbiamo richiesto – raccontano – l’autorizzazione a chi gestisce a livello regionale il programma per poter rimodulare il nostro budget, così da poter avere più fondi da anticipare in attesa del finanziamento. Intanto però abbiamo dovuto bloccare l’attivazione di nuovi tirocini da un paio di settimane, quando avremo l’autorizzazione ripartiremo”.

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Insomma ad oggi per gli iscritti al programma in Puglia riuscire ad attivare un tirocinio attraverso le Ats è praticamente impossibile. L’alternativa per chi vuole a tutti i costi ottenere i 450 euro mensili previsti da Garanzia giovani per questa tipologia contrattuale è rivolgersi al Centro per l’impiego in città. Non avendo però loro un contatto diretto con le aziende ben poco finora sono riusciti a fare: ad oggi hanno attivato solo 1205 tirocini, poco più di un decimo del totale, come indicato nell’ultimo rapporto di monitoraggio mensile di Garanzia giovani, reperibile sul sito di Sistema Puglia.

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Stipendi pagati in ritardo

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E non va meglio a chi un tirocinio l’ha già ottenuto. Da tre settimane ormai nel Bollettino ufficiale della regione Puglia non viene più pubblicato l’elenco dei tirocinanti pagati: è dal 19 maggio quindi che non si hanno notizie riguardo i pagamenti delle indennità dei bimestri di tirocinio terminati dopo marzo.

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Alcuni dei tirocinanti che, invece, hanno trovato il loro nome in lista attendevano, però, lo stipendio da 6 mesi: i pagamenti coprivano le istanze pervenute alla Regione Puglia dal 5 dicembre 2015 al 15 marzo di quest’anno.

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Chi quindi aveva visto nel tirocinio un modo per poter contare in periodo di crisi in una fonte sicura mensile di denaro si è dovuto ricredere, ritrovandosi anche a dover affrontare sul momento ulteriori spese per raggiungere la sede dell’azienda in cui lavorano. A loro non resta che attendere e sfogarsi sulla pagina Facebook “Garanzia giovani Puglia”, gestita da alcuni volontari che fanno da intermediari con i ragazzi iscritti. “Non si può – scrive Lucia – aspettare un anno per avere il soldi. Io ho finito il mese scorso l’intero tirocinio e ora ancora sono senza lavoro e senza soldi. Si può a 26 anni essere ancora mantenuti dai genitori?”

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Le Ats: “Portate pazienza”

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Ai tanti che chiamano le Ats per essere rassicurati sull’arrivo dei pagamenti, gli impiegati chiedono di avere pazienza. “I soldi arriveranno. Anche verso Natale non erano stati più erogati per diverse settimane gli stipendi dei tirocini e i ragazzi ci chiamavano preoccupati. Verranno tutti pagati, purtroppo i ritardi non dipendono dai noi, ma dalle tempistiche della Regione” dichiarano dalla Neetwork.

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Nel frattempo a chi ancora vuole provare a cercare un tirocinio, nella speranza poi di un’assunzione a tempo indeterminato, non rimane che rimboccarsi le maniche. Quando, fingendoci un ragazzo iscritto al programma, abbiamo chiesto ad una Ats cosa si potesse fare nell’attesa della riattivazione dei tirocini, ci hanno risposto: “L’unica soluzione è che vi troviate voi un’azienda che sia disposta ad assumervi direttamente”. Che tradotto in parole povere significa: noi non possiamo fare più nulla.

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